Oggi si riunisce a Roma il Comitato per la Sicurezza Alimentare contro le sfide della fame

Fao: «Prezzi elevati e volatili dei beni alimentari sono destinati a durare»

Prezzi alimentari scesi ma sopra i livelli storici, migliora la governance globale

[7 ottobre 2013]

Oggi ha preso il via alla Fao a Roma la 40esima sessione del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (Cfs 40), il più importante forum intergovernativo per la sicurezza alimentare e la nutrizione, e si è aperta con un appello urgente a «Costruire collegamenti più efficaci tra le politiche internazionali e le esigenze quotidiane di milioni di persone tra le più vulnerabili al mondo».

Il 5 e 6 ottobre, sempre alla Fao di Roma si erano dati appuntamento oltre 240 rappresentanti della società civile di 175 Paesi  per il summit annuale dell’International Food Security and Nutrition Civil Society Mechanism (Csm) e il direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, aveva detto che «I movimenti sociali e le organizzazioni della società civile hanno svolto un ruolo preponderante nella riforma del Cfs per farne la principale istanza internazionale ed intergovernativa nella quale si incontrano il più gran numero di partner sulle politiche della sicurezza alimentare e della nutrizione all’interno dell’Onu. Questo ha permesso alla riforma del Cfs di venir considerata come un gran successo. Può e deve mostrare la via da seguire per riprodurre ed approfondire i processi inclusivi di dialogo multi-partnership all’interno di altre istanze dell’Onu. Una delle realizzazioni più importanti e stato il processo inclusivo di redazione ed adozione delle Direttive volontarie della Fao per una governance responsabile dei regimi fondiari applicabili alle terre, alla pesca ed alle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale».

Ma Ángel Strapazzon, de  La Via Campesina, ha ricordato che «Ci sono voluti 20 anni per arrivarci. Prima del 2009, solo un piccolo numero di Ong poteva partecipare al Cfs. Oggi abbiamo fatto cambiare le cose»

Il lavoro del Csm, che si è riunito per la seconda volta alla Fao, ha affrontato alcuni temi che ora sta discutendo anche il Cfs: investimenti responsabili in agricoltura; Crisi prolungate; Biocarburanti; Coordinamento e collegamenti con il Cfs; Quadro strategico  mondiale.

Il Cfs 40 ha aperto i suoi lavori ad una settimana della pubblicazione del rapporto The State of Food Insecurity in the World  dell’Onu che ha mostrato un calo complessivo della denutrizione, anche se con dati molto disomogenei tra i diversi Paesi e regioni nella lotta contro le forme più estreme e prolungate di fame cronica e dal quale emerge che in Africa sub-sahariana, «Nonostante i notevoli passi avanti di alcuni paesi, ben una su quattro persone soffre la fame, mentre in Asia orientale, Asia sud-orientale, e in America Latina si sono registrati miglioramenti più sostanziali».

Il direttore generale della Fao, ha sottolineato che  «Le ultime stime segnalano che nel 2013 sono quasi 30 milioni in meno le persone che soffrono la fame rispetto allo scorso anno. E si continuano a fare progressi verso il conseguimento dell’Obiettivo di Sviluppo del Millennio di dimezzare tra il 1990 e il 2015 la percentuale di popolazione denutrita. Vedo molte sfide davanti a noi, ma anche progressi e successi su cui possiamo costruire. Siamo convinti che lavorare insieme è l’unica strada da percorrere».

L’apertura del Cfs è coincisa con la riunione ministeriale sui prezzi alimentari internazionali e da Silva ha avvertito che «La stagione della volatilità dei prezzi alimentari non si è ancora conclusa, nonostante l’attuale tregua del mercato, L’incontro di quest’anno si svolge in un clima meno travagliato rispetto al precedente incontro dell’ottobre 2012, quando i ministri si erano riuniti in risposta al terzo picco in cinque anni dei prezzi internazionali del grano. Le prospettive per i mercati internazionali delle materie prime alimentari, appaiono quest’anno finalmente più calme. La produzione di grano è in netta ripresa e l’aumento dello stock-to-use ratio (il rapporto tra stock finali e utilizzazioni interne N.d.T.) dovrebbe portare a una maggiore stabilità dei prezzi. L’Indice Fao dei prezzi dei cereali è sceso del 20% rispetto a un anno fa».

Ma il direttore generale ha chiesto di non abbassare la guardia: «Nonostante i prezzi alimentari siano scesi, rimangono ancora sopra i loro livelli storici, e la loro volatilità è destinata a protrarsi nei prossimi anni. Se i prezzi alimentari più bassi hanno portato sollievo ai consumatori poveri, prezzi più sostenuti non erano necessariamente solo negativi dal momento che il rialzo è avvenuto dopo tre decenni di prezzi stagnanti che avevano avuto effetti negativi sul settore agricolo di molti paesi poveri. Se prezzi elevati e volatili sono destinati a perdurare, allora occorre adattarvisi. Le due questioni cruciali che i pesi devono affrontare sono come aiutare i piccoli agricoltori poveri a trarre vantaggio da prezzi dei prodotti alimentari più alti, e come proteggere le famiglie a basso reddito che ne soffrono le conseguenze. La situazione attuale offre l’opportunità agli agricoltori di reinvestire in agricoltura».

Quel di cui c’è bisogno sono «Un insieme di politiche per garantire che i piccoli agricoltori abbiano i mezzi per trarre profitto da questa situazione – ha detto il direttore Fao – Le famiglie a basso reddito devono nel frattempo essere protette mediante il rafforzamento dei programmi di protezione sociale, tra questi i trasferimenti di denaro alle famiglie estremamente povere, e la creazione di nuovi modi per collegare la protezione sociale e il sostegno alla produzione agricola. I Paesi di tutto il mondo stanno mietendo successi impiegando questi programmi di protezione sociale e di sostegno produttivo per combattere la fame e la povertà. Il miglioramento della governance a livello globale ha svolto un ruolo importante per scongiurare dal luglio 2012 ulteriori impennate dei prezzi alimentari. In particolare, il Sistema d’informazione sul mercato agricolo (Amis), avviato dal G20 nel 2011, si è rivelato un’arma efficace per combattere contro un’eccessiva volatilità dei prezzi, facendo migliorare il coordinamento internazionale, l’informazione e la trasparenza e per ridurre l’instabilità dei mercati e il rischio di interventi di destabilizzazione unilaterali».

Anche per David Nabarro, rappresentante speciale del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, per la sicurezza alimentare e la nutrizione, «Lavorando con uno spirito di fiducia e di responsabilità reciproca, i molteplici attori all’interno di questo comitato stanno collaborando per affrontare alcune delle questioni più spinose che si frappongono al raggiungimento della sicurezza alimentare per tutti». I problemi più grossi  secondo Nabarro sono «Il possesso della terra, la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico, la volatilità dei prezzi alimentari e i biocarburanti».

Nel suo intervento il, Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), Kanayo F. Nwanze, ha rimarcato che «Povertà e fame vanno di pari passo e la povertà è più diffusa e grave nelle aree rurali. Non bisogna dimenticare che le aree rurali sono un elemento chiave di qualsiasi nuova agenda per lo sviluppo e per la sicurezza alimentare globale, e che investire nell’agricoltura su piccola scala è per i paesi in via di sviluppo il modo più vantaggioso, dal punto di vista economico, per affrontare fame e povertà». Tra le altre iniziative in agenda c’è anche la redazione di un programma d’azione per affrontare l’insicurezza alimentare in situazioni di crisi prolungate e lo sviluppo di linee guida per investimenti agricoli responsabili.

Secondo Ertharin Cousin, direttore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (Pam), çIl mondo ha bisogno di un Cfs forte ed efficace. Su di noi grava una grande responsabilità, ma essa è niente in confronto alle sofferenze degli 840 milioni di persone cronicamente sottonutrite che dipendono da noi per cambiare questa situazione».