Domani al via Sana 2018, a Bologna

Gli italiani non hanno mai acquistato tanto biologico

Negli ultimi dieci anni le percentuali di crescita hanno raggiunto anche le 3 cifre, a seconda del segmento di mercato. Aiab: «Ma bisogna smetterla di crogiolarsi nei dati e avviare un vero sostegno politico»

[6 settembre 2018]

Gli ultimi dieci anni, segnati dalla crisi economica, hanno modificato in profondità i consumi degli italiani, talvolta in meglio. È il caso del biologico, che in questi due lustri è cresciuto in doppia cifra – e anche in tripla, a seconda del segmento di mercato analizzato; secondo gli ultimi dati Biobank elaborati da Firab, la Fondazione per la ricerca sull’agricoltura biologica, dal 2008 al 2017 le compravendite di prodotti biologici tramite e-commerce sono cresciute del 325%, seguite nel balzo in avanti dai ristoranti bio (+179%), dai gruppi d’acquisto (+70%), dalle mense (+66%) e dagli spacci aziendali che, con un aumento del 48%, si mantengono in testa, per maggior numero di operatori (2.879 aziende).

A spiccare sono soprattutto le aziende che investono nella filiera corta, a dimostrazione di quanto la conoscenza diretta dei produttori e la fiducia nei loro confronti sia diventato un vero e proprio valore nonché un criterio discriminante nelle scelte dei consumatori.

Di questo nuovo modo di fare la spesa e di produrre nonché delle prospettive ma anche delle criticità ad esso legate si parlerà al Sana di Bologna, il più importante Salone italiano del biologico, domani alle 16,45 in un incontro dal titolo “Biologico italiano: fatti non parole”,  organizzato e promosso da Aiab, con la partecipazione di Assocert Bio, Bio BanK e BioSud Tirol, e con la collaborazione di BioDiversity.bio presso il padiglione del ministero dell’Agricoltura.

Il biologico è «un settore legato a doppio filo con la ricerca e l’innovazione – commenta Vincenzo Vizioli, presidente Aiab – Dal mondo bio può venire un contributo importante alla nostra economia, anche in termini di occupazione, equità e soprattutto sostenibilità. Serve però smetterla di crogiolarsi nei dati di mercato lasciando a commercio e distribuzione l’indirizzo politico del settore che invece necessita di sostegno con scelte chiare per la nuova Pac, la revisione di molti Psr e investimento in ricerca e formazione. Aiab da tempo chiede impegni concreti a partire da un Piano sementiero nazionale per l’agricoltura biologica e biodinamica».

Una prospettiva che darebbe slancio anche all’occupazione, in particolar modo giovanile. Un’azienda biologica su quattro è infatti condotta da imprenditori che hanno di meno 39 anni (tale incidenza scende al 10% tra i loro “colleghi” convenzionali) e una su tre è al femminile; secondo la Fondazione Firab sono conduttori con maggiori livelli d’istruzione, motivati e consapevoli della scelta dell’ agricoltura biologica, dotati di sensibilità ecologica ed etica.

Certo, le mele marce esistono ovunque – anche nel biologico – e a fronte dell’indiscutibile successo di mercato il settore sconta anche l’interesse di alcuni speculatori malintenzionati con cui il sistema di imprese, di garanzia, di repressione e istituzionale è chiamato a confrontarsi con rigore, efficacia e determinazione. Un aspetto che sarà illustrato da Assocertbio, che proverà a delineare le possibili azioni a supporto delle politiche di tutela di prodotto italiano.