Il Cispel contro Tares e service tax: «I cittadini paghino per i rifiuti prodotti»

Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, commenta la service tax vagliata dal Governo

[9 agosto 2013]

Il Governo si appresta a definire le scelte su IMU ed eventuale adozione di una ‘service tax’ per i Comuni che potrebbe includere la tassa sui rifiuti. Se dovesse scegliere questa strada, farebbe un grande errore, le cui conseguenze si farebbero sentire subito sull’equilibrio economico finanziario dei gestori, sulla capacità di fare investimenti, sul processo di modernizzazione di questo importante servizio pubblico.

Da tempo il diritto comunitario ha introdotto il principio ‘chi inquina paga’ secondo il quale il produttore dei rifiuti deve pagare il costo della gestione dei rifiuti prodotti. Per questo motivo si stanno diffondendo in tutta Europa meccanismi di tariffazione puntuale, basata sul volume o sul peso dei reali rifiuti prodotti da ogni utente.

L’Italia era fino a due anni fa all’avanguardia di queste esperienze avendo introdotto nel 1999 la tariffa parametrica al posto della tassa e avendo avviato numerose esperienze di tariffa puntuale abbinata al diffondersi dei sistemi di raccolta porta a porta.

In Toscana addirittura oltre due terzi della popolazione era passata a tariffa, con risultati buoni in termini di efficienza ed efficacia, di recupero di elusione, creazione di posti i lavoro.

È infatti evidente a tutti che pagare i propri rifiuti e non i propri metri quadri è il modo migliore per incentivare la riduzione dei rifiuti e la raccolta differenziata, in una logica di responsabilità.

La gestione dei rifiuti urbani non è un servizio indivisibile (lo potrebbe essere il solo spazzamento stradale) e non può quindi essere finanziato con una tassa finalizzata alla copertura di servizi quali l’illuminazione pubblica, manutenzione strade etc.

Inoltre la riscossione delle tariffe dell’utente da parte del gestore promuove l’industrializzazione del settore, la autonomia e responsabilità finanziaria dei gestori, superando la logica della finanza derivata. Due anni di ‘ipotesi’ Tares hanno già prodotto danni fra incertezze, conguagli, perdite di posti di lavoro  e contenziosi.

Tornare alla tassa sarebbe un passo indietro del sistema, e come ha più volte affermato il Ministro dell’Ambiente Orlando sarebbe una misura contro le indicazioni europee e contro le politiche ambientali.

È quindi necessario che il Governo consenta ad enti locali e sopratutto Ato, di continuare ad applicare le tariffe riscosse dal gestore, passando gradualmente alla tariffa puntuale. Altrimenti per la Toscana e per i tre affidamenti di Ambito che sono in via di definizione si porrebbero problemi seri, tornando indietro su un esperienza positiva e avanzata nel quadro italiano.

Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana