Il Goal 12 e l’Italia: bisogna rimettere al centro il rapporto tra uomo e impresa (VIDEO)

La situazione migliora grazie alla diminuzione dei rifiuti urbani e all’aumento della raccolta differenziata

[29 ottobre 2018]

Prosegue la campagna ASviS “Un Goal al giorno”, che fornisce un’analisi tematica tratta dal Rapporto ASviS 2018 sulla posizione italiana e regionale rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.  
La campagna durerà 17 giorni, uno per ogni SDG. Puoi seguirla anche su Facebook e Twitter usando gli hashtag 
#RapportoASviS e #1Goalxgiorno.

Oggi parliamo del Goal 12: “Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo”.

 

Il Rapporto ASviS 2018 rileva un complessivo miglioramento nel Goal 12 in Italia. Per quanto riguarda la dimensione ambientale, la crescente attenzione e sensibilità della società italiana verso il tema della produzione e del consumo responsabile sta portando all’aumento del riciclo e della raccolta differenziata, oltre che a una riduzione del consumo di energia e materia, anche se in parte dovuta alla crisi economica. Analoga sensibilità va sviluppata con riferimento alla dimensione sociale.

La normativa italiana dell’ultimo anno su finanza, produzione e consumo responsabili ha fatto passi in avanti, concentrandosi sulla sostenibilità e sulla tracciabilità dei prodotti alimentari, sulle dichiarazioni di carattere non finanziario e sulla qualità dei servizi offerti dal settore pubblico.

Secondo l’Alleanza, per realizzare a pieno i Target del Goal 12 non si può prescindere dalla nozione di finanza responsabile. I cittadini, infatti, sono tanto consumatori quanto risparmiatori, quindi produzione e consumo vanno pensati anche in riferimento ai servizi finanziari. Da qui per il Goal 12 si propone di valutare l’impatto degli investimenti sulle diverse dimensioni del benessere e di ampliare il campo di applicazione del decreto che recepisce la direttiva Ue sulla rendicontazione non finanziaria. Ma anche: rafforzare la transizione verso l’economia circolare evitando la sovrapposizione tra settori, favorire partnership tra imprese e associazioni di consumatori, completare il percorso verso una legge nazionale sul commercio equo e solidale e portare a termine la riforma del Terzo Settore. Tutte le proposte sono raccolte nel Position paper elaborato dalle organizzazioni aderenti al Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 12.

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per il Goal 12 evidenzia un significativo miglioramento tra il 2010 e il 2016. Infatti, diminuisce il consumo di materia (in larga parte a causa della crisi economica, infatti si registra una inversione di tendenza a partire dal 2014, a seguito della ripresa delle attività produttive) e aumenta la percentuale di raccolta riciclata (dal 36,7% del 2010 al 47,7% del 2016), anche se nel corso del 2016 aumentano i rifiuti urbani prodotti. Tra il 2004 e il 2016, inoltre, la percentuale di raccolta differenziata cresce di oltre 30 punti percentuali, passando dal 22,7% al 52,5%.

Rispetto al 2010, la situazione relativa al Goal 12 migliora in tutte le regioni italiane. Ciò è dovuto alla complessiva diminuzione della produzione di rifiuti urbani e all’aumento dei rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata. Va però sottolineato come diminuisca il numero di organizzazioni e imprese registrate Emas (Eco-management and audit scheme). Le regioni che registrano i livelli dell’indicatore più alti sono la Lombardia e il Trentino-Alto Adige grazie a un tasso di riciclo dei rifiuti urbani nettamente superiore rispetto alla media nazionale. 

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  • Rapporto ASviS 2018 - Goal 12