I consumatori europei sempre più confusi

L’80% degli europei vuole acquistare prodotti verdi, ma teme il greenwashing

[8 luglio 2013]

Secondo il sondaggio Opinioni degli europei riguardo alla costruzione del mercato unico dei prodotti verdi,  «La maggior parte degli europei sarebbe pronta a modificare le proprie abitudini di consumo acquistando prodotti più “verdi”, ma molti sono convinti di non essere sufficientemente informati e non si fidano delle argomentazioni ambientali dei produttori». L’indagine è stata effettuata nei 28 Stati membri dell’Ue per conto della Commissione europea, ed ha coinvolto 25.568 cittadini di diverse fasce sociali e demografiche.

Il sondaggio rivela che il 77% degli intervistati sarebbe disposto «A pagare di più per prodotti rispettosi dell’ambiente, se avessero la certezza che lo sono davvero», ma solo il  55% ritiene di essere informato sull’impatto ambientale dei prodotti che acquistano e usano.

I dati del sondaggio sono chiari: «La stragrande maggioranza dei cittadini Ue pensa che acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente possa portare vantaggi reali per l’ambiente (l’89%) e che tali prodotti siano efficaci tanto quanto quelli normali (il 74%). La fiducia nel fatto che i prodotti contrassegnati come rispettosi dell’ambiente siano effettivamente meno dannosi è più alta in Portogallo (84%), Malta (82%), Francia (81%) e Belgio (81%). I consumatori sono invece molto più scettici in Germania (44%), Romania (46%) e nei Paesi Bassi (47%)».

Solo il 52% dei cittadini Ue crede alle dichiarazioni dei produttori sulle proprietà ecologiche dei loro prodotti, ma il 54% non si fida delle informazioni fornite dalle aziende sul proprio “profilo verde”). I paesi Ue nei quali il sospetto di greenwashing dei prodotti è più forte sono la Romania (40%), la Bulgaria (40%), la Grecia (39%) e la Lettonia (37%). La convinzioni di subire inganni o esagerazioni sulle qualità ambientali dei prodotti è invece meno diffusa a Malta (17%) e in Estonia (20%).

Il 69% dei cittadini Ue sono convinti sostenitori della necessità di obbligare le aziende a pubblicare relazioni sul proprio profilo ambientale complessivo e sulle caratteristiche ambientali dei loro prodotti.

Il 66% sarebbe disposto a pagare di più un prodotto se la garanzia fosse estesa a 5 anni. Il 92% pensa che dovrebbe essere indicata la durata di vita dei prodotti. Ben il 47% degli intervistati negli ultimi 12 mesi ha deciso di non fare riparare un prodotto difettoso a causa dei costi troppo elevati.

Il 45% ritiene pericoloso consumare prodotti alimentari dopo la data indicata nella dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro il…” anche per questo grosse quantità di alimenti commestibili vengono sprecati e gettati ogni giorno. Invece oltre tre quarti dei cittadini di Svezia (81%), Austria (77%) e Gran Bretagna sono convinti che sia isicuro consumare gli alimenti anche dopo la data di scadenza indicata, opinione condivisa da meno di un cittadino su 5 in Romania (14%) e in Lituania (17%).

Il Commissario Ue all’ambiente Janez Potočnik ha commentato così i risultati del sondaggio europeo: «È evidente che tutti vorremmo avere più prodotti “verdi” sugli scaffali dei negozi, ma il sondaggio mostra che la maggior parte di noi è confusa dalle argomentazioni ambientali e non si fida. Non è una bella situazione, né per i consumatori né per le aziende che si sforzano seriamente di fare qualcosa per l’ambiente. Stiamo cooperando con le aziende e le altre parti interessate per elaborare le informazioni credibili che i consumatori cercano al momento dell’acquisto. Ciò contribuirà a sviluppare i mercati e offrirà nuove opportunità di innovazione e investimento nell’economia verde».

In una nota la commissione Ue evidenzia che «Le aziende che desiderano mettere in evidenza le caratteristiche ambientali dei propri prodotti devono affrontare numerosi ostacoli. Devono fare i conti con numerosi metodi promossi a livello pubblico e privato, con conseguente moltiplicazione dei costi per la fornitura di informazioni ambientali. I consumatori sono confusi dalla moltitudine di marchi e informazioni, che rende difficile la comparazione dei prodotti. La comunicazione “Costruire il mercato unico dei prodotti verdi” e una raccomandazione sull’uso di metodologie armonizzate a livello Ue, adottate dalla Commissione nell’aprile 2013, hanno lanciato un progetto pilota in cui i principali operatori del settore svilupperanno metodi migliori per misurare l’impatto ambientale dei prodotti. Ciò dovrebbe aiutare ad elaborare informazioni ambientali comparabili ed affidabili, dando fiducia ai consumatori, alle imprese, agli investitori e ad altri soggetti. Una migliore comprensione del comportamento e delle attitudini dei consumatori è un elemento chiave per una corretta attuazione di questa nuova iniziativa politica».