La birra che nasce dalla geotermia toscana ora è anche certificata

[3 febbraio 2015]

Dopo il basilico, il formaggio e i salumi prodotti con utilizzo di calore geotermico, la tavolata di tipicità toscane non sarebbe stata completa senza qualcosa da bere: a colmare la lacuna ci ha pensato la birra dello stabilimento “Vapori di Birra”, di recente nascita a Castelnuovo Val di Cecina, che ora può fregiarsi dell’etichetta sulle nuove bottiglie che riportano la dicitura “Birra prodotta con processo totalmente rinnovabile grazie al vapore geotermico di Enel Green Power”.

Cibo, natura e territorio si fondono insieme alla rinnovabilità dell’energia nelle aree geotermiche dove da tempo lavora anche il Co.Svi.G (Consorzio Sviluppo aree Geotermiche) che – da un accordo datato 2009 con Slow Food Toscana e Fondazione Slow Food per la Biodiversità – già ha dato vita alla comunità del cibo a energie rinnovabili della Toscana: dalle serre di basilico e fiori ai caseifici, dalla stagionatura dei salumi agli allevamenti, questa realtà utilizza le peculiarità del calore reso disponibile dal vapore geotermico per ottenere produzioni di assoluta qualità che si sono guadagnate anche l’accesso a EXPO 2015 tra le dieci buone pratiche selezionate dalla Toscana.

Una comunità che, appunto, si è allargata all’originale birrificio geotermico. nello stabilimento di produzione di “Vapori di Birra”, all’interno del quale sorge anche un’apposita saletta adibita a pub/ristorante per una serata con gli amici o cene di degustazione a tema, vengono prodotti tre tipi di birra dai cui inconfondibili nomi si intuisce l’inscindibile legame con le terre geotermiche: la “Magma”, una rossa ambrata doppio malto dal sapore unico; la “Geyser”, una pale ale con 100% malto d’orzo; la “Sulfurea”, una weiss di frumento con schiuma bianca e compatta.