In molti tornano a sfornarlo in casa

La crisi economica si legge nelle briciole di pane: cambiano le abitudini alimentari

[29 ottobre 2013]

I cittadini toscani (come il resto degli italiani) in tempo di crisi risparmiano anche a  avola,  ponendo più attenzione alla quantità degli acquisti regolati in base al fabbisogno (e questo è un dato positivo) e talvolta, purtroppo, scegliendo prodotti di minore qualità.

Secondo un sondaggio di Coldiretti Toscana più di 4 toscani su 10 per risparmiare a tavola acquistano prodotti limitati nella quantità al fabbisogno giornaliero, mentre il 29% insegue sconti ed offerte valutando in base alla esclusiva logica della convenienza. Si riducono gli sprechi, ma il 4% dei toscani per risparmiare acquista prodotti sottomarca. Dal sondaggio è emerso inoltre che comunque una fetta di consumatori resiste alle tentazione di risparmiare a tavola, momento ritenuto importante per la salute e per l’alimentazione: il 24%, più di due toscani su 10, non bada a spendere anche di più preferendo prodotti di qualità, a km zero, magari acquistati direttamente dai produttori e nei mercati contadini di Campagna Amica presenti ormai in tutta la regione.

Un dato particolare riguarda il pane, che è – per storia e tradizione – il primo dei pensieri a tavola con una spesa di circa 77.75 euro al mese nel 2012. Il pane non manca mai in tavola ma più di quattro italiani su dieci (42%) mangiano quello avanzato dal giorno prima, mentre il 42% dei cittadini nel 2013 ha ridotto le quantità acquistate e il 36% si è orientato verso tipi meno costosi, rileva ancora un’analisi di Coldiretti elaborata insieme a IXE in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione che si è tenuto nei giorni scorsi a Cernobbio, dalla quale si evidenzia peraltro che appena una minoranza (2%) butta il pane superfluo.

Diverse sono le tecniche, virtuose potremmo dire, utilizzate per evitare di gettare il pane tra i rifiuti: uno spreco che è sempre inaccettabile, figuriamoci in tempi di crisi. Il 44% dei consumatori lo surgela, il 43% lo grattugia, il 22% lo dà da mangiare agli animali, mentre nel 5% delle famiglie il pane non avanza mai. Sono ben il 24% gli italiani che – sottolineano Coldiretti/IXE – utilizzano il pane raffermo per la preparazione di particolari ricette che vengono spesso dalla tradizione contadina. Ma c’è di più. Per contenere i costi e soprattutto per garantirsi la qualità a tavola si è verificato rispetto al passato un aumento del 18% del numero di cittadini che nel 2013 preparano il pane in casa.

«La crisi ha favorito la diffusione di pani industriali ottenuti dalla cottura di impasti surgelati spesso importati dall’estero senza le necessarie garanzie qualitative- ha sottolineato Coldiretti -. Una tendenza in forte diffusione nelle catene della distribuzione commerciale che ha creato non pochi problemi ai panificatori tradizionali, costringendo moltissimi laboratori storici a chiudere i battenti. D’altra parte la necessità di conciliare le caratteristiche qualitative con il contenimento della spesa ha spinto un numero crescente di famiglie alla preparazione casalinga del pane.

Preparare il pane in casa è semplice- ha spiegato Coldiretti- bastano solo dei piccoli, ma preziosi accorgimenti, l’esatta dose degli ingredienti, un “goccio” di manualità e una giusta temperatura del forno. I vantaggi del pane fai da te sono molti: costa meno, dura di più e si fa più fatica a sprecarlo».

L’associazione ha poi fornito la ricetta del pane fatto in casa: occorrono 500 grammi di farina 00, meglio se miscelata con quella di grano duro per avere una consistenza ed un sapore più rustico, 15 grammi di lievito di birra, da sciogliere in 200 grammi di acqua tiepida, e due cucchiaini di sale. Una volta mescolato il sale alla farina basta aggiungere un po’ di acqua e cominciare a lavorare l’impasto al quale bisogna poi aggiungere il lievito precedentemente sciolto nell’acqua. Dopo aver lavorato con un po’ di pazienza il composto, meglio se con le mani calde per non freddare l’impasto, bisogna farlo riposare, sotto un canovaccio, in un luogo caldo e asciutto per almeno 2/3 ore. Dopo una cottura di 50 minuti ad una temperatura costante di 200 gradi il pane casalingo sarà pronto da mangiare.