La rivoluzione dei trasporti refrigerati viene dall’Italia. Il progetto Enea Hp-Acs

[9 agosto 2013]

L’Enea sta coordinando la messa a punto di una promettente nuova tecnologia, progettata per ottenere una buona efficienza nei veicoli per il trasporto refrigerato, come alternativa competitiva in termini di costi alla normale aria condizionata. Facendo un uso migliore del calore che si disperde, il progetto potrebbe aiutare a ridurre le emissioni e a far risparmiare denaro alle aziende.

Si tratta del progetto “Metal Hydride Heat Pump for Waste Heat Recovery in Vans Refrigeration Systems” (Hp-Acs), della durata di 24 mesi, che è iniziato ad aprile del 2013, e ha ricevuto 960.000 euro di finanziamenti UE. L’agenzia di ricerca italiana ha già ha ottenuto risultati molto promettenti in questo campo e ora l’Enea sta testando il progetto con tre aziende Italiane (Labor,  Coibent Car ed Aerfrigor), una britannica (Amgr) e una ungherese (Admatis Kutato).

Il lavoro svolto finora ha mostrato la fattibilità del processo su scala di laboratorio. Presentando il progetto, il bollettino scientifico dell’Ue Cordis sottolinea che «approssimativamente 650.000 veicoli refrigerati vengono attualmente usati sulle strade nell’Ue, con il mercato globale del trasporto refrigerato che si prevede supererà i 5 miliardi di euro entro il 2015. Al fine di soddisfare la domanda, molti veicoli refrigerati dovranno essere sostituiti o aggiornati. Inoltre, in un mercato competitivo a livello globale, si devono raggiungere delle efficienze operative. Da questo punto di vista, gli aumenti del prezzo del carburante rimangono una preoccupazione fondamentale per le aziende del trasporto refrigerato. Circa l’8% del carburante consumato da un furgone o da un camion refrigerato attualmente è impiegato per la refrigerazione. Questa è solitamente ottenuta mediante sistemi di aria condizionata (AcsS) basati su compressori che consumano molta energia».

Con Hp-Acs l’Enea vuole proprio questo problema sviluppando «un innovativo sistema di raffreddamento a idruro metallico (Mhcs) basato su adsorbimento/desorbimento dell’idrogeno su letti solidi. Il sistema funzionerà sfruttando il calore che viene disperso dal motore termico».

I ricecatori spiegano su Cordis: «Poiché i furgoni e i camion refrigerati possono consumare fino a 100.000 litri di carburante in un anno, lo sviluppo dell’innovativa pompa di calore ad assorbimento potrebbe far risparmiare fino a 8.000 litri di carburante all’anno per ogni furgone.  Si devono tuttavia affrontare ancora alcune fondamentali sfide tecnologiche. Il progetto sta esaminando lo sviluppo di materiali che funzionino per i letti di assorbimento dell’idrogeno, che devono essere fatti su misura per la specifica applicazione. Anche il progetto della pompa di calore deve essere ottimizzato, mentre il peso e il volume del materiale devono essere ridotti al minimo.  Una volta che questi punti chiave saranno stati raggiunti e convalidati, il progetto Hp-Acs sarà a buon punto sulla strada dello sviluppo di un nuovo modo per raffreddare i furgoni refrigerati in maniera competitiva».