L’ebola avanza, a rischio anche i mercati delle materie prime

Preoccupazioni per cacao, ferro, diamanti, trasporti e industria petrolifera

[11 agosto 2014]

Mentre in  Africa Occidentale si continua a morire per Ebola e l’epidemia sembra orma insediatasi anche nella popolatissima e petrolifera Nigeria gli esportatori di materie prima in quell’area del Continente Nero cominciano a mostrare segnali di preoccupazione.

Come spiega Peter Sainsbury su Materials Risk, Costa d’Avorio e Ghana «sono i due maggiori esportatori di cacao e la Nigeria un importante produttore di petrolio ed esportatore dell’Opec. Altri esportazioni della regione comprendono una vasta gamma di materie prime agricole (mango, ananas, arachidi, cotone, ecc) e ad una, di misura di gran lunga minore, di  metalli (rame, oro) e diamanti».

Anche se la maggior parte delle multinazionali  minerarie che operano in Guinea, Sierra Leone e Liberia, gli Stati epicentro di Ebola, dicono che le operazioni minerarie, portuali e ferroviarie non hanno subito danni, stanno prendendo diverse precauzioni, come  controlli medici frequenti, imposizione di restrizioni allo spostamento dei lavoratori ed evacuazione di il personale non essenziale.

E’ sempre più probabile che l’esportazione di ferro dalla Guinea e dei diamanti da Liberia e Sierra Leone subiranno pesanti conseguenze se Ebola costringerà le imprese a fermare i lavori nelle aree più colpite, ma Sainsbury  si dice ottimista: «Dato che da queste regioni viene una percentuale relativamente piccola della fornitura globale di metalli e minerali, anche un’interruzione prolungata non dovrebbe avere un effetto significativo sui prezzi».

Se invece si espandesse il focolaio di Ebola in Nigeria questo potrebbe avere implicazioni per l’industria petrolifera e gasiera. Le compagnie petrolifere straniere potrebbero evacuare il personale non essenziale ma data la relativamente bassa intensità di manodopera nel settore petrolifero e la grande produzione offshore al largo delle coste della Nigeria, l’impatto sulla produzione e le esportazioni sarebbe probabilmente minimo.

Forse la più grande preoccupazione dal punto di vista dell’approvvigionamento delle materie prime è quella per la produzione e le esportazioni di cacao, già prevista in calo a livello mondiale. Ebola  sta costringendo gli agricoltori e le loro famiglie ad abbandonare le piantagioni di cacao in Sierra Leone e la cosa diventerebbe drammatica se l’epidemia sconfinasse in Costa d’Avorio.

«Già ora gli acquirenti internazionali di cacao si rifiutano di visitare le regioni produttrici per comprare le sementi – scrive Materials Risk – Cosa succederebbe se un focolaio simile si verificasse in Costa d’Avorio, il più grande produttore di cacao al mondo con una produzione di 1,6 milioni di tonnellate? Già i prezzi del cacao sono aumentati del 19% quest’anno a causa della forte domanda e del maltempo che ha danneggiato i rifornimenti».

Intanto Ebola sta mettendo in ginocchio Paesi già poverissimi e usciti da guerre civili e sanguinosi colpi di Stato, avvenuti proprio per il controllo delle materie prime; ora che il cordone sanitario intorno a Guinea Liberia e Sierra Leone ha portato anche alla cancellazione di numerose rotte aeree e navali, questo potrebbe avere un effetto a catena sulla fiducia degli investitori, in particolare per quanto riguarda il trasporto aereo delle risorse e la domanda di petrolio.