Vacanza con la famiglia per meno di 15 giorni, in spiaggia da 2 a 6 ore, spende meno di 10 euro

L’identikit del turista che frequenta le spiagge italiane: preferite quelle libere

Sceglie la località turistica in base a mare pulito, qualità delle spiagge e vicinanza da casa

[8 agosto 2016]

Spiaggia 10

Secondo una ricerca realizzata dal Gruppo nazionale per la ricerca sull’ambiente costiero (Gnrac) e Legambiente, con il coordinamento dell’Università degli studi di Ferrara, attraverso la distribuzione di questionari in 35 località balneari di 11 regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Toscana, Liguria, Sicilia e Sardegna), il profilo del turista balneare italiano è il seguente: «Non è residente nel comune di villeggiatura ma lo frequenta abitualmente e ne è soddisfatto; è in prevalenza diplomato o laureato e dichiara un reddito inferiore a 40.000 euro/anno. Predilige una vacanza “tradizionale” caratterizzata da una conoscenza del luogo, dalla vicinanza alla propria residenza e con poca distanza culturale. Una vacanza di relax e tranquillità con la famiglia e gli amici e, per essa, fa un significativo investimento sia temporale sia economico. Mare pulito e qualità delle spiagge, che sono i fattori che maggiormente incidono sulle destinazioni scelte e generalmente soddisfano le aspettative del turista. Ecco il profilo del turista che frequenta le spiagge italiane».

Lo studio, che è stato presentato a Festambiente, in corso di svolgimento a Rispescia a pochi km da Grosseto, ha analizzato la distribuzione del turismo costiero in Italia e ne è venuta fuori una fotografia disomogenea e notevolmente concentrata: «Oltre il 50% dei flussi turistici nazionali e internazionali si concentra in sole quattro regioni (Emilia-Romagna, Veneto, Toscana e Campania). In molte regioni, come in Puglia, Calabria, Sardegna e Liguria, rappresenta però la quasi totalità delle presenze turistiche. Nel nostro paese l’incremento nel 2015 delle presenze al mare ha determinato un aumento dell’occupazione negli stabilimenti balneari del 3%, con oltre 5.000 posti di lavoro in più rispetto ai 168.000 del 2014 (Cna Balneatori, 2015).  La maggioranza dei turisti (67%) non è residente nel comune costiero nel quale trascorre le vacanze ma il 55% lo frequenta abitualmente; solo il 24% dichiara di frequentarlo saltuariamente mentre il rimanente 18% è giunto nella località per la prima volta . Gli utenti prediligono trascorrere le vacanze con la famiglia (46%) o in compagnia degli amici (26%), mentre il 21% in coppia e il 12% da soli (il 5% non risponde). La maggioranza soggiorna nella località turistica per meno di  15 conpresenze più corte da 2 a 7 giorni (21%), da 8 a 15 giorni (20%) e di un solo giorno (10%). La maggior parte degli intervistati dichiara di trascorrere in spiaggia da 2 a 6 ore (64%), il 24% oltre 6 ore e una permanenza inferiore a 2 ore è dichiarata solo dall’8% degli utenti. Il 34% degli intervistati dichiara una fascia di reddito annuo inferiore a 20.000 euro, il 26% tra i 20.000 e 31.000 euro, l’11% tra i 31.000 e 41.000 euro e, infine, il 9% afferma di superare i 41.000 euro. La maggioranza (48%) spende in spiaggia al giorno e per persona meno di 10 euro, il 20% tra 10 e 20 euro e solo il 10% supera i 20 euro; il rimanente 22% asserisce di non sostenere alcuna spesa durate la permanenza».

Angelo Gentili, responsabile Legambiente Turismo, sottolinea che «Il vero petrolio dell’Italia  si chiama turismo, la sola risorsa che può assicurare futuro e ricchezza all’intera comunità.  I dati della ricerca  sulla percezione del turista che sceglie le nostre località – dimostra  che la sensibilità e le esigenze dei turisti sta cambiando. C’è una maggior consapevolezza che porta a scegliere di viaggiare in modo più green , fare un’esperienza che fa bene a loro ma anche all’ambiente. L’Italia  ha già perso troppi treni per rilanciare il suo turismo: il tema ambientale è l’unica chiave dotata di un sufficiente margine di competitività per potersi definitivamente accreditare a livello internazionale come paese della bellezza e della sostenibilità, perché la bellezza da sola ormai non basta più».

La scelta delle località turistica è prima di tutto legata al mare e alla spiaggia (48%), seguono la vicinanza da casa (15%), il possesso di una casa di villeggiatura (11%) e la ricerca di relax e tranquillità  (9%). Altre motivazioni che presentano un minor peso sono la natura e il paesaggio (4%) e i motivi economici (2%).

Se si guarda agli elementi che maggiormente qualificano una spiaggia, i principali elementi per scegliere una località balneare sono quattro: 31% mare pulito, 26% pulizia della spiaggia, 17% buona qualità dei servizi e delle strutture balneari, 13% panorama e paesaggio.

Dal giudizio fornito dagli intervistati della ricerca di Legambiente in merito alla spiaggia frequentata emerge che «Più della meta (63%) giudica il paesaggio circostante bello, indifferente il 29%, ma viene valutato negativamente dal rimanente 8%. La pulizia (51%) e la qualità delle spiagge (47%) risultano buone e sufficienti per il 34% e 37%; non e trascurabile la percentuale di turisti che ha dato un giudizio scarso ai due quesiti (15% e 16%). La sicurezza nelle spiagge e valutata buona o sufficiente dal 78% degli utenti».

Su altri aspetti le opinioni sono più critiche: per esempio, «Le attività ricreative presenti sono giudicate scarse per circa la meta degli intervistati (47%), sufficienti per il 34% e buone per un esiguo 19%. Simile giudizio si riscontra nei confronti della disponibilità di attrezzature presenti nella spiaggia che sono state valutate scarse dal 41% degli intervistati, adeguate dal 55% e eccessive dal 4%».

La galoppante e a quanto pare inarrestabile privatizzazione delle spiagge non sembra piacere agli italiani: il 61% degli intervistati preferisce la spiaggia libera, priva di servizi e completamente gratuita. Mentre il 39% predilige e spiagge attrezzate, anche se devono affrontare una piccola spesa per i servizi.