L’importanza della ricerca industriale per il riciclo

Prima si produce packaging difficile da riciclare, poi si premia l’industria che trova comunque il modo di riciclarlo

[11 marzo 2014]

L’industria del riciclo dipende fortemente dalla ricerca, per almeno due fondamentali motivi. Il primo è quello di risolvere nuove problematiche originate da un mancato controllo a monte sul design di prodotti e imballaggi (esistono tanti esempi concreti come le etichette coprenti, di nuovi materiali o poliaccoppiati che compromettono il successivo riciclo). Il secondo motivo è quello di rendere sempre più efficiente il riciclo stesso, studiando soluzioni che permettano di rendere compatibili diversi materiali già oggi in commercio.

Per questo motivi per esempio sono stati studiati i cosiddetti compatibilizzanti, addittivi che permettono di lavorare miscele di polimeri intrinsecamente incompatibili e/o difficili da separare. Se infatti nella matrice (che rappresenta la natura polimerica del blend) coesistono fasi diverse, il compatibilizzante viene inserito per aumentare la compatibilità tra fasi diverse della stessa matrice.

Ripensare in modo sostenibile il design del packaging per renderlo più facilmente riciclabile sarebbe dunque grandemente auspicabile, perché risolverebbe il problema a monte, ma purtroppo non è questo che attualmente si concretizza in molti prodotti sul mercato.  Etichette e adesivi, ad esempio, rispondono a precise esigenze di marketing che molto spesso risultano però essere dei veri e propri ostacoli al successivo riciclo degli imballaggi. La cosa più logica e razionale sarebbe quella di progettare in modo sostenibile ambientalmente ed economicamente questi supporti, pensando al loro fine vita, ma quasi sempre questo non avviene. Col risultato che selezionatori e riciclatori devono investire e aggiornare le proprie macchine per arginare gli ostacoli. Va letta quindi in chiaroscuro la notizia riporta da polimerica.it, del Finat recycling awards: un concorso promosso dall’associazione internazionale dei produttori di etichette autoadesive rivolto ai trasformatori e agli utenti finali che hanno messo a punto o si avvalgono di programmi dedicati al riciclo della carta o dei liner rimovibili, sottraendoli così alla discarica.

«Il riciclo di liner rimovibili si sta diffondendo rapidamente – commenta Jacques van Leeuwen, Presidente della FinatRecycling Awards Competition -. Le iniziative di riciclo stanno offrendo sempre più soluzioni chiavi in mano per il recupero di un materiale secondario prezioso che non deve più necessariamente diventare un rifiuto. I liner in PET e PP vengono nuovamente macinati e granulati e impiegati in un’ampia gamma di applicazioni, quali nuove pellicole siliconate e giubbotti isolanti. Il concorso Finat Recycling Awards è stato creato proprio per premiare gli sviluppi raggiunti da tali programmi nel settore».

La giuria valuterà i progetti sulla base di una serie di criteri, suddivisi in tre categorie: risultati ottenuti (volume e percentuale di prodotto riciclato), comunicazione e promozione, innovazione ed apertura di nuovi mercati. Le candidature vanno sottoposte agli organizzatori entro il 2 maggio 2014, mentre i vincitori saranno annunciati durante il Finat World Congress in programma a Monaco dal 5 al 7 giugno 2014.