Maxi sequestro di sacchetti di plastica made in China. Ferrante: «Segnale chiaro ai furbetti»

Assobioplastiche: l'azione di controllo fa emergere il mercato illegale

[6 marzo 2015]

L’Unità Antiabusivismo della Polizia locale di Milano ha sequestrato 1.000 tonnellate di sacchetti di plastica non a norma, circa 100 milioni di pezzi di vario formato, importati e distribuiti illegalmente da una società con sede a Milano, la Fenice Srl, che ha rapporti commerciali in tutta Italia. Secondo la polizia locale, «Il giro d’affari della merce sequestrata, non dichiarata all’Agenzia delle Entrate e all’Agenzia delle Dogane,  è di circa 15 milioni di euro».

L’esito dell’azione condotta dalla Polizia di Milano segue di poche settimane il monitoraggio effettuato da Legambiente sul rispetto della legge sulle buste di plastica nella grande distribuzione organizzata (GDO) che aveva portato alla luce un fenomeno di violazione di dimensioni rilevanti, attestando anche la responsabilità di alcuni primari operatori della GDO.

Per Francesco Ferrante, di Green Italia, «E’ un’ottima notizia. La denuncia e la pesante multa sono un chiaro segnale a tutti i ‘furbetti’ della plastica illegale, che rischiano grosso se tentano di aggirare la legge  spacciando  vecchi sacchetti di  plastica inquinante per  bio shopper».

Le indagini sono partite dopo alcuni controlli effettuati nei mercati rionali per verificare l’applicazione della normativa vigente che prevede l’utilizzo di sacchetti biodegradabili e compostabili. Le sanzioni a carico dell’esercente che utilizza i vecchi sacchetti di plastica non ecologici, vanno da 2.500 a 25.000 euro  e possono essere quadruplicate se la violazione riguarda quantità ingenti di sacchi di plastica. Gli agenti milanesi, dopo aver riscontrato alcune irregolarità nei sacchetti di venditori abusivi, sono risaliti alla Fenice ed hanno scoperto che in alcuni magazzini di Chinatown aveva stoccato 100 milioni di sacchetti di plastica, da quelli usati comunemente per la spesa a quelli di formato più grande, importati illegalmente dalla Cina – dove le buste di plastica sono proibite – e privi di marchiatura e certificazione conforme alla normativa vigente che prevede, tra l’altro, che il materiale di produzione non sia nocivo alla salute e sia biodegradabile e compostabile.

Il comandante della Polizia locale, Tullio Mastrangelo, è soddisfatto: «Un’operazione investigativa e un sequestro innovativo per la tipologia di merce  siamo partiti dai consueti controlli fra i banchi dei mercati rionali e abbiamo notato che i sacchetti di plastica usati erano spesso fuori norma. Da qui siamo arrivati ai magazzini e a quantitativi spaventosi. Se questi sacchetti fossero stati immessi nell’ambiente l’impatto sarebbe stato notevole».

La polizia locale milanese hanno sanzionato due cittadine di nazionalità cinese per un ammontare complessivo di 50 mila euro e le hanno denunciate all’Autorità Giudiziaria per distribuzione e vendita di prodotti mendaci, vendita di merce contraffatta e ricettazione. Inoltre, d saranno a loro carico le spese di smaltimento dei sacchetti sequestrati.

Ferrante, che è uno dei padri della legge italiana che ha eliminato i sacchetti di plasticasottolinea che «La normativa pone l’Italia all’avanguardia in materia di riduzione dell’impatto ambientale dei sacchetti d’asporto, tanto da essere presa ad esempio da altri Paesi che sui temi ambientali sono per altri aspetti più avanzati. Al di fuori delle grandi catene commerciali, che si sono messe in regola subito, il resto del mercato, soprattutto la piccola distribuzione, commercializza troppo spesso sacchi fuori norma, perché allettati da fornitori disonesti. L’introduzione di pesanti sanzioni per la commercializzazione di sacchetti fuorilegge è stato il necessario completamento di un’ottima legge, perché sebbene i cittadini abbiano recepito favorevolmente il cambio di alcune abitudini, consapevoli dei benefici che ne derivano per l’ambiente, i troppi fornitori senza scrupoli vanno arginati con fermezza».

L’esponente di Green Italia conclude: «Ci auguriamo che operazioni come quella compiuta dalla polizia di Milano si susseguano nel resto del Paese, perché ripulire il mercato dai sacchetti della vecchia plastica vuol dire difendere l’ambiente e la legalità, e tutelare la chimica verde italiana, settore dinamico e innovativo del Made in Italy».

Marco Versari, Presidente di Assobioplastiche, ha detto che quelli che è emerso a Miano è  «Un quadro che conferma quello che da sempre sappiamo: il mercato degli shopper per la spesa è popolato di individui e organizzazioni i cui comportamenti possono avere effetti nocivi sull’ambiente e sull’intero sistema economico italiano. Importare sacchetti fuori legge, prodotti in mercati in cui non esistono controlli, dannosi per l’ambiente e rivenduti illegalmente significa infatti sottrarre risorse economiche al nostro Paese e impedire lo sviluppo di un settore – quello della bioeconomia– che crea posti di lavoro ed è al centro della politica europea ”, ha dichiarato Marco Versari, Presidente di Assobioplastiche. Non possiamo che esprimere tutta la nostra gratitudine alla Polizia Locale di Milano e agli assessorati competenti. Il rispetto di una legge dello Stato, a tutela dei cittadini e di quegli operatori che hanno scelto la strada della legalità può avvenire solo attraverso azioni di controllo e sanzionatorie incisive come quella effettuata ieri».