Microplastiche, la Coalizione anti-Bayer chiede di vietarle nei prodotti cosmetici

Poliuretano nei prodotti per i capelli, creme abbronzanti e per la pelle e mascara

[19 maggio 2015]

Bayer

Ogni anno, a causa di una pessima gestione della raccolta, riciclo e riuso delle plastiche, enormi quantità di rifiuti costituiti da una preziosa materia prima finiscono negli oceani, con conseguenze disastrose per gli animali, gli uomini e l’ambiente. A questo fenomeno visibile e conosciuto, che ha prodotto i cosiddetti vortici o isole di plastica negli oceani del nostro pianeta, si aggiunge anche un fenomeno invisibile e proprio per questo non meno pericoloso: quello dei prodotti cosmetici e dei detersivi che contengono già microplastiche.

La Coordination gegen BAYER-Gefahren (Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer – CBG) dice che «Essendo uno dei maggiori produttori di plastica, la Bayer ha una parte di responsabilità in questo crimine ambientale», per questo ha presentato una introduce una contromozione che chiederà la messa al bando delle microplastiche alla prossima assemblea degli azionisti.

La Coalizione anti-Bayer, che ha la sua base operativa in Germania ma che è presente anche in altri Paesi, Italia compresa, ricorda che «Ogni anno 20 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, dove già galleggiano oltre 5 mila miliardi di frammenti di plastica» e che questo «Ha conseguenze fatali per la flora e la fauna. Il vento e le onde riducono la plastica in minuscoli frammenti che sono poi ingeriti da microrganismi, pesci e mammiferi marini. Foche, uccelli marini e delfini muoiono di una morte terribile e, assieme al pesce, la plastica finisce nel nostro cibo».

Per gli attivisti che contrastano la multinazionale «La Bayer ha la sua grossa fetta di responsabilità in questo disastro. La Compagnia è uno dei maggiori produttori mondiali di plastica. Nel solo settore dei TDI la sua fetta di mercato è del 25%. La Bayer è il maggior produttore europeo di policarbonati. Un prodotto particolarmente irresponsabile della Bayer è la microplastica, venduta col nome commerciale di BAYCUSAN, che viene usata nella produzione di cosmetici, detersivi e gel per doccia. In passato, al suo posto, si usavano semi tritati che sono completamente biodegradabili».

La CBG in un comunicato stampa spiega che «La Bayer fornisce il BAYCUSAN per prodotti per i capelli, creme abbronzanti, creme per la pelle e mascara. Per esempio, il Poliuretano-32 è usato per rendere più facile la rimozione delle maschere di pulizia. Secondo la BAYER il Poliuretano-34 assicura “riccioli duraturi” e “alta lucentezza”, mentre il Poliuretano-35 rende i cosmetici “naturali al tatto”. Tuttavia gli impianti di depurazione non riescono ad impedire che le particelle finiscano nei fiumi e poi nel mare. Le microplastiche sono già state trovate nella birra, nel latte, nell’acqua minerale e nel miele. In Germania l’Alfred Wegener Institute, ha analizzato l’acqua in uscita da 12 depuratori e ha trovato fino a 700 frammenti di plastica per metro cubo d’acqua. In mare, gli effetti tossici della microplastica aumentano ulteriormente. Con la loro superfice resistente all’acqua e solubile nel grasso, le particelle catturano sostanze tossiche come i PCB (bifenili policlorinati), pesticidi, residui di farmaci, mercurio, piombo, e cromo. Per questo gli eco-tossicologi ritengono le microplastiche un pericolo per l’essere umano».

La CBG chiede con la sua contromozione chiede la messa al bando delle microplastiche e Philipp Mimkes, portavoce della Coalizione, sottolinea che «Il Consiglio Direttivo della Bayer non ha preso alcuna misura per arrestare l’inquinamento degli oceani dovuto ai rifiuti di plastica. Al contrario, il costante aumento della produzione ha ulteriormente aggravato il problema. Per questo le azioni del Consiglio Direttivo non devono essere ratificate».

Secondo Mimkes la microplastica dovrebbe essere «Sostituita per quanto possibile da materiali biodegradabili e che i produttori di plastica siano obbligati a rivelare tutti i componenti e tutti i dati tossicologici».