Nelle scuole di Firenze la frutta è a chilometro zero

L’obiettivo è riportare in Toscana una parte degli oltre 30-35 milioni di euro annui di ortofrutta che vengono consumati dalla ristorazione collettiva

[9 ottobre 2013]

La frutta toscana arriva tra i banchi per favorire prodotti agronomici di filiera corta, che garantiscono qualità a prezzi contenuti e che tra l’altro provengono da un’ area della nostra Regione che ha bisogno di essere sostenuta dato che continua ad essere colpita dal maltempo.

Per questi motivi l’amministrazione comunale di Firenze ha deciso di servire nelle mense scolastiche soltanto la frutta di stagione raccolta in Maremma. «Abbiamo aderito al progetto regionale “La frutta è Toscana” perché da questa scelta ci sono indubbi vantaggi – ha spiegato l’assessore all’educazione Cristina Giachi –anzitutto la zona di coltivazione e lavorazione è esclusivamente nel territorio della Regione Toscana, i produttori rispettano la normativa sia europea che nazionale e regionale e sono sottoposti al controllo del sistema sanitario toscano. Non dimentichiamo poi che i prodotti arrivano direttamente dall’azienda agricola senza ulteriori passaggi commerciali e a chilometro zero». Gli istituti interessati (per un totale di 3500 pasti al giorno) sono le scuola dell’infanzia Mameli, Rossini, Rossini Standard, Maddalena di Canossa, Duca d’Aosta, Milite Ignoto, Vittorio Veneto, Capuana, Fortini, Villani, Nuccio, le primarie Mameli, Rossini, San Gaspare, Duca d’Aosta, Vittorio Veneto, Villani e Nuccio e le secondarie di primo grado Verdi e Ottone Rosai.

«E’ già un anno che abbiamo lanciato questa iniziativa – ha informato Sandro Bellini, amministratore delegato Alisea – ovvero l’utilizzo nelle mense della Regione di prodotti coltivati in Toscana. Abbiamo cominciato con ospedali e residenze sanitarie assistite e da questa settimana sono disponibili per scuole gestite sia da Alisea che da Cir-Eudania. Contiamo di estendere questa opportunità – ha aggiunto Bellini – anche agli ortaggi in modo da raggiungere una percentuale importante di prodotti di filiera corta toscana nella composizione dei pasti degli alunni.

L’obiettivo è riportare in Toscana una parte degli oltre 30-35 milioni di euro annui di ortofrutta che vengono consumati dalla ristorazione collettiva e che, attualmente, provengono quasi esclusivamente dalle regioni del Sud Italia e dall’estero». Anche in ambito di libero mercato, è necessario, attraverso questa buona pratica che auspichiamo trovi ampia diffusione, valorizzare i prodotti di filiera corta in modo da aumentare il grado di sostenibilità dei flussi alimentari.