Ogm, esposto di Sel per avviare indagini in Friuli

[16 giugno 2014]

L’apparato normativo su cui possiamo far conto nel rivolgerci alla Magistratura è una costruzione solida e non ci sono passaggi segreti e porte di servizio per interpretazioni  che si discostino dal divieto di coltivare mais Ogm in Friuli Venezia Giulia e in Italia. Dico questo perché le norme nazionali e quelle regionali si incastrano l’una nell’altra senza  falle, e l’interrogazione parlamentare presentata recentemente da Franco Bordo ha illustrato perfettamente il meccanismo di cui disponiamo.  Ulteriore conferma di questa situazione è giunta proprio nei giorni scorsi  da Palazzo Spada, attraverso il rigetto dell’istanza di sospensiva della sentenza del Tar del Lazio con la quale due mesi fa è stato bloccato l’ennesimo assalto al divieto di coltivazioni transgeniche stabilito con decreto interministeriale  a luglio dell’anno scorso.

Assodata la sincronia dei meccanismi giuridici sul problema della coltivazione degli  Ogm abbiamo letto con entusiasmo la sentenza del Consiglio di Stato, pochi giorni fa, nella quale ci viene ricordato che la tutela dell’ambiente è imposta da precetti costituzionali ed assurge a valore primario ed assoluto, con la conseguenza che il diritto all’ambiente, quale espressione della personalità individuale e sociale, costituisce un limite ai princìpi d’iniziativa privata previsti dagli artt. 41 e 42 della Costituzione.

Se a ciò si aggiunge la prospettiva che i ministri dell’ambiente europei hanno  definito pochi giorni fa e sulla quale ora si attende un proficuo lavoro da parte dei parlamentari a Strasburgo  per realizzare effettivamente la libertà per ogni Stato membro di non accettare coltivazioni di Ogm, direi che l’orizzonte su cui , in ultima analisi, si svolge  il conflitto tra i diritti e le libertà da un lato e gli interessi  economici delle multinazionali dall’altro, è ormai privo di ombre.
L’iniziativa di Franco Bordo e mia ha un’altra motivazione che risiede nella necessità di avviare azioni sanzionatorie anche per impedire le operazioni di protesta che si verificano nei campi dove cresce il mais ogm: impossibili da giustificare, le azioni che clamorosamente esprimono il dissenso alle semine nelle campagne friulane non avranno più nemmeno ragione di esistere nel momento in cui l’illegittimità di quelle coltivazioni sarà sancita e perseguita penalmente dalla magistratura e sanzionata in via amministrativa con gli strumenti di cui  la Regione FVG si è opportunamente attrezzata.

*Serena Pellegrino (Sel), componente della Commissione Ambiente 

*I  deputati di Sinistra Ecologia Libertà Serena Pellegrino, componente della Commissione Ambiente e Franco Bordo, componente della Commissione Agricoltura, hanno presentato alle Procure della Repubblica di Pordenone e di Udine un esposto per chiedere  se sia ravvisabile  ipotesi di reato nelle avvenute semine di mais Ogm nelle campagne di Vivaro,  Mereto di Tomba e Colloredo di Montalbano