Oms: poca fiducia nei vaccini, ma salvano 3 milioni di vite all’anno

Nel 2014 in Italia 1.674 casi di morbillo, il doppio della Germania. 240mila i morti nel mondo

[23 aprile 2015]

Oggi, i bambini di tutto il mondo vengono regolarmente vaccinati contro sempre più malattie e secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) «Con la vaccinazione si previene, ogni anno, la morte di circa 2 – 3 milioni di persone per difterite, tetano, pertosse e morbillo». Ma l’Italia, insieme a Kyrgyzstan, Bosnia Erzegovia, Russia,  Georgia, Germania e Kazakhstan, è uno dei 7 Paesi dell’area europea ed ex sovietica nei quali si diffonde ancora il morbillo: nel nostro Paese nel 2014 ci sono stati 1647 casi dichiarati della malattia virale, il doppio rispetto alla Germania, ed in Liguria, Piemonte, Sardegna ed Emilia Romagna. l’’incidenza è maggiore rispetto alla media:

L’Oms sottolinea che «Il morbillo è una malattia prevenibile attraverso la vaccinazione, la quale provvede all’immunizzazione durante l’arco di tutta la vita nella maggior parte dei vaccinati. Eppure continua a rappresentare una problematica europea. Nel 2013, sono stati riportati 31.617 casi di morbillo e 8.350 ospedalizzazioni in 36 dei 53 Stati dell’Area Europea Oms. In Italia, la media della copertura vaccinale è dell’ 88,1% (anno 2013), ben lontano dal 95% fissato come obiettivo per l’eliminazione del Morbillo di quest’anno».

Flavia Bustreo, vice direttrice generale dell’Oms per la salute della famiglia, delle donne e dei bambini presso l’OMS, evidenzia che «Il morbillo è una delle principali cause di mortalità infantile insieme alla polmonite e alla diarrea. Conduce a circa 240.000 morti l’anno in tutto il mondo. Più del 95% delle morti causate dal morbillo avvengono in paesi a basso reddito con scarse infrastrutture sanitarie, ma se pensiamo che in Europa lo avevamo quasi debellato, oggi i numeri sono tornati a crescere. Abbiamo bisogno di migliorare la fiducia della gente nei vaccini. Con mio grande allarme, abbiamo visto di recente focolai di morbillo in paesi come la Germania e gli Stati Uniti, e non perché i genitori non possono ottenere i vaccini, ma perché hanno scelto di non vaccinare i propri figli. Nel frattempo, in Pakistan, i genitori sono invitati a torto a  non proteggere i loro bambini dalla poliomelite. Io considero tutto questo tragico. Come può, chi ha visto morire di morbillo o polmonite un bambino o lottare per la sopravvivenza, non considerare i vaccini come uno dei più bei doni che gli scienziati ci hanno fatto?> 

Anche se, sempre più spesso, l’immunizzazione contro una malattia può prevenirne un’altra, un recente rapporto presentato dello Stretegic Advisory Group of Experts on Immunization,  il gruppo di esperti che monitora i progressi del Piano d’azione globale per le Vaccinazioni,  rivela che «Siamo sulla buona strada per soddisfare solo uno dei sei obiettivi fissati per il 2015, quello di migliorare l’accesso ai vaccini nuovi e sottoutilizzati, in particolare per prevenire la polmonite e la diarrea, due delle maggiori cause di mortalità infantile sotto i cinque anni, che sono state introdotte, rispettivamente, in 103 e 52 paesi».

La Bustreo  continua: «Tutti gli altri cinque obiettivi per il 2015 – aumentare la copertura dei vaccini contro difterite, tetano e pertosse (DTP 3), porre fine alla trasmissione della poliomielite, sconfiggere il tetano materno e neonatale, debellare il morbillo in quattro regioni del mondo e la rosolia in due regioni, non saranno raggiunti –  Alcuni paesi come l’Etiopia, l’Indonesia e la Nigeria hanno compiuto notevoli progressi e hanno tutti una maggiore copertura DTP3. La Nigeria è riuscita a sconfiggere la poliomelite. Cina e India si sono concentrate sul tetano materno e neonatale. Ma milioni di bambini continuano a rischiare la vita perché non sempre ci sono a disposizione le vaccinazioni di cui hanno bisogno».

Per l’Oms fermare tutto questo è possibile con «Il rafforzamento di sistemi e servizi sanitari, facendo arrivare i vaccini ai centri di salute per far sì che i bambini li ottengano. Ciò significa integrare l’immunizzazione con altri servizi sanitari come l’assistenza post-natale per le madri e i loro figli e assicurarsi, ad esempio, che le donne sappiano quanto siano importanti i vaccini per mantenere i loro bambini vivi e in buona salute, e che li possano ottenere. Assicurarsi che i sistemi sanitari siano sufficientemente forti per seguire le vaccinazioni dei bambini anche in caso di conflitti, disastri naturali e epidemie, escogitando modi sia per migliorarne l’accessibilità che per mantenere i prezzi verso il basso, e migliorando la capacità dei paesi di sostenere il costo delle vaccinazioni riducendolo sulla spesa dei singoli individui, una vera sfida per i paesi a medio reddito, che spesso ricevono meno assistenza dai donatori internazionali».

La Bustreo  conclude: «Un passo avanti importante per la salute delle donne si sta compiendo verso l’immunizzazione contro il papilloma virus che sta dimostrando la sua efficacia nel prevenire il cancro al collo dell’utero. Un nuovo vaccino recentemente scoperto, ora all’ultimo stadio della sperimentazione clinica, potrebbe svolgere un ruolo chiave nel prevenire una futura epidemia di Ebola. Questo è potuto accadere grazie all’impegno profuso dai ricercatori che lavorano duramente per sviluppare nuovi vaccini sempre più efficaci, dai governi che destinano risorse affinché ai bambini dei loro paesi siano garantite le vaccinazioni di cui hanno bisogno, dalle organizzazioni nazionali e internazionali che lavorano per ottenere aiuti salva vita per i bambini che vivono in paesi a basso reddito o a rischio a causa di conflitti, disastri naturali, e altre crisi e grazie anche all’impegno politico e finanziario di alto livello. Con la Settimana Mondiale dell’Immunizzazione, la Divisione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini esorta tutti coloro che possono farlo, ad adottare misure per superare il gap sulla vaccinazione ancor oggi esistente».