Save Food: un'azione comune per affrontare l’enorme perdita alimentare a livello mondiale

Il secondo paese più grande al mondo? Quello del territorio per produrre il cibo sprecato

842 milioni di persone soffrono la fame cronica, ma 1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene perso ogni anno

[7 maggio 2014]

E’ iniziato a Düsseldorf, in Germania, Save Food 2014, il secondo congresso internazionale sulle perdite alimentari e sullo spreco di cibo e che ha per tema la lotta all’enorme perdita di cibo nel mondo, un  elemento essenziale per ridurre la fame e la povertà.  Il congresso si svolge nell’ambito della Interpack, la fiera leader nel mondo per il ramo confezionamento ed imballaggio, e le industrie di trasformazione collegate, dove imprese provenienti da circa 60 Paesi espongono prodotti e servizi.

Fondata nel 2011 dalla FAO e Messe Düsseldorf, Save Food è un’iniziativa globale per la riduzione delle perdite di cibo e degli sprechi, riunisce 250 partner tra organizzazioni e aziende pubbliche e private nel tentativo di cambiare le pratiche di gestione, le tecnologie e i comportamenti delle persone coinvolte nella catena alimentare.  Tra le sue attività, assiste il settore pubblico e quello privato nell’individuazione e nell’attuazione di progetti per la riduzione delle perdite alimentari, nonché in quelle attività che promuovono il riutilizzo ecologico del cibo sprecato, per esempio nei mangimi e nei compost.

Partecipano ai due giorni di Save Food 2014 agenzie Onu come Unep, Pam ed Ifad, istituzioni pubbliche e aziende private, per cercare insieme di analizzare le cause delle perdite alimentari e trovare le soluzioni migliori per ridurle.  Il congresso si concentra in particolare sulla perdita alimentare e sullo spreco nel settore ittico, nei cereali, nel latte, nella frutta e verdura, e nel settore delle radici e dei tuberi.  La perdita di cibo avviene soprattutto durante le fasi di produzione:  raccolto, trasporto e stoccaggio,  mentre lo spreco alimentare avviene a livello di dettagliante e di consumatore, alla fine della catena di approvvigionamento alimentare.

Werner M. Dornscheidt, presidente ed amministratore delegato di Messe Düsseldorf, l’organizzatore del  commercio equoche organizzaSave Food 2014 insieme alla Fao,  ha detto che «Come punto di incontro per i responsabili decisionali a livello internazionale, provenienti da tutti i settori coinvolti, è intenzione di Save Food raccogliere competenze, incoraggiare il dialogo, sfruttare le sinergie e dare un nuovo impulso. Sono certo che il Congresso avrà un impatto decisivo nella promozione del nostro obiettivo comune».

Intervenendo oggi al congresso, il vice direttore generale della Fao, Ren Wang,  ha sottolineato che «Un coordinamento efficace di tutti i settori potrebbe fare la differenza e risolvere una delle principali sfide per la sicurezza alimentare mondiale.  Mentre 842 milioni di persone soffrono di fame cronica, circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo viene perso o sprecato ogni anno».

Secondo la Fao «Il cibo prodotto, ma mai consumato, sarebbe sufficiente a sfamare due miliardi di persone. Anche solo dimezzando l’attuale livello di perdite si avrebbe un notevole impatto sul previsto aumento del 60 per cento della disponibilità di cibo necessario per sfamare una popolazione mondiale che per il 2050 sarà di 9 miliardi di persone».  «Ma – afferma la Fao – governi e aziende devono intensificare la loro collaborazione su questa problema».

Wang ha ricordato che «sarebbe un guadagno enorme ed essenziale, che può e deve essere fatto. I governi nazionali e le organizzazioni pubbliche non possono risolvere il problema da soli , devono lavorare insieme per creare condizioni di investimento adeguate che spingano il settore privato ad agire. Solo coloro che producono cibo possono ridurre le perdite in modo significativo. Oltre a pregiudicare la sicurezza alimentare e la generazione di reddito, in particolare per i piccoli agricoltori poveri, le perdite alimentari e lo spreco di cibo hanno un impatto sull’ambiente, con lo sperpero di preziose risorse idriche e del territorio e contribuendo alle emissioni di gas serra.  Se la perdita globale di cibo e lo spreco fossero un Paese, sarebbe il terzo più grande emettitore di gas serra e il più grande utilizzatore di acqua per l’irrigazione. La superficie utilizzata per produrre il cibo che nessuno mangia farebbe della perdita di cibo e dello spreco il secondo paese più grande al mondo».