Prodotti pericolosi: l’Ue nel 2014 ne ha ritirato quasi 2.500 dal mercato

Il 64% del totale delle notifiche riguarda prodotti provenienti dalla Cina

[23 marzo 2015]

La Commissione europea oggi ha pubblicato nuovi dati secondo i quali «Nel 2014 è stato impedito l’ingresso nell’Ue, o è stata disposta la rimozione dal mercato Ue, di quasi 2.500 prodotti – dai giocattoli agli autoveicoli – in quanto pericolosi per i consumatori dell’Ue».

Da 12 anni la Commissione Ue e gli Stati membri collaborano per garantire che i beni di consumo immessi sul mercato europeo siano sicuri, per farlo  utilizzano il sistema di allarme rapido per i prodotti pericolosi non alimentari che garantisce che le informazioni sui prodotti ritirati dal mercato e/o richiamati ovunque in Europa siano trasmesse rapidamente tra gli Stati membri ed alla Commissione. Questo, quando uno Stato membro individua un prodotto che non è sicuro ed inserisce una notifica nel sistema di allarme rapido, tutti gli altri Paesi effettuano una ricerca del prodotto in questione nei rispettivi mercati e se lo individuano indicano gli opportuni provvedimenti di follow-up: divieto/blocco delle vendite, ritiro, richiamo o rifiuto all’importazione da parte delle autorità doganali in tutta l’Ue e di informare i consumatori. Le notifiche inserite nel 2014 nel sistema di allarme rapido sono state i 2.435 e sono aumentate del 3% rispetto al 2013 «Il che significa – dice la Commissione Ue – che i consumatori sono stati protetti meglio in quanto è stato bloccato un numero maggiore di prodotti pericolosi». Nel 2014 sono stati adottati 2.755 provvedimenti di follow-up. (divieto/blocco delle vendite, ritiro, richiamo o rifiuto all’importazione da parte delle autorità doganali) che hanno adottato».

Dall’Italia sono arrivate 40 notifiche e 25 provvedimenti di follow-up.

Nel 2014 i giocattoli (28%) e gli indumenti, i prodotti tessili e gli articoli di moda (23%) sono state le due principali categorie di prodotti oggetto di provvedimenti correttivi. I rischi chimici, di lesioni e di soffocamento sono stati tra i rischi segnalati più frequentemente per questi prodotti.

I rischi chimici più comuni segnalati nel 2014 riguardano prodotti quali scarpe e articoli in cuoio (ad esempio il cromo VI, una sostanza che irrita la pelle), i giocattoli e gli articoli di puericultura (ad esempio gli addolcitori della plastica, che possono causare problemi di fertilità), e la bigiotteria (ad esempio metalli pesanti nocivi).

Grazie ai nuovi strumenti di ricerca i consumatori e le imprese possono informarsi meglio sui prodotti pericolosi individuati e richiamati: nel 2014 il sito web del sistema di allarme rapido è stato visitato da quasi 2 milioni di persone. Attualmente al sistema partecipano 31 Paesi: i 28 Stati membri dell’Ue, l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia.

La Cina resta il principale paese di origine dei prodotti pericolosi notificati nel sistema di allarme rapido. Nel 2014, come nel 2013, il 64% del totale delle notifiche riguardava prodotti provenienti dalla Cina. La Commissione collabora strettamente con la Cina attraverso il “sistema di allarme rapido – Cina” per garantire che le autorità cinesi affrontino tutte le questioni di sicurezza dei prodotti in loco.

Věra Jourová, Commissaria europea per la giustizia, i consumatori e la parità di genere, conclude: «Ogni prodotto in Europa deve essere sicuro per i nostri cittadini. I prodotti che possono causare danni devono essere ritirati dal mercato quanto prima. Proprio per questo motivo abbiamo creato il sistema di allarme rapido, uno strumento che nel corso degli anni si è rivelato molto efficace nella tutela dei consumatori europei. Si tratta di un esempio molto pratico della cooperazione dell’UE a vantaggio dei nostri cittadini».