Produzioni biologiche e tipiche, Toscana da record

[9 luglio 2014]

Toscana

Confortano, almeno quelli, i dati forniti oggi da Coldiretti Toscana secondo i quali la nostra regione si conferma regina del gusto grazie a 463 “bandiere del gusto” che le fanno mantenere la leadership nazionale di fronte a Campania (429) e Lazio (386). Salgono al numero record di 4813 le “bandiere del gusto” a tavola assegnate all’Italia nel 2013. Ben 115 i prodotti che si sono aggiunti rispetto allo scorso anno e che sono andati ad incrementare sul territorio nazionale il patrimonio di specialità: stabile la Toscana che mantiene esattamente lo stesso numero del 2012. La Toscana contribuisce a questo primato in maniera determinante: quasi il 10% dei prodotti riconosciuti si trova proprio qui. «E’ questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari” – ha spiegato Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana in occasione della presentazione della mappa nel sottolineare che “si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di patrimonio anche culturale sul quale l’Italia può contare per ripartire».

Ma secondo Coldiretti c’è dell’altro: l’eccellenza e la varietà incredibile delle produzioni agricole e la ricettività agrituristica forte di oltre 4mila strutture “aperte”, un quarto delle italiane, sono i punti di forza dell’offerta regionale e i principali elementi di attrazione per i turisti. Sono i punti di forza – spiega ancora Marcelli – della nostra offerta turistica a livello mondiale. Sono le chiavi del futuro per la nostra regione”.

In base ai dati del censimento del 2010 – è un dato da non sottovalutare soprattutto per chi non capisce come mai la nostra regione per prima si oppone agli Ogm – il 5% circa della Sau è interessata da produzioni biologiche – il doppio rispetto al censimento del 2000 – mentre le denominazioni di origine interessato circa il 10% del totale con un aumento delle aziende interessate di circa 5.000 unità, il 9% delle imprese italiane a denominazione, e circa il 20% di quelle toscane che sono circa 14.700.

Infine, last but not least, gli agriturismi: rappresentano un avamposto strategico ed essenziale per l’offerta ricettiva. Dalla fine degli anni ’90 – spiega Coldiretti sulla base dei dati forniti dall’ultimo rapporto dall’Irpet – le presenze agrituristiche in Toscana sono una delle componenti di maggiore crescita, tanto da triplicare tra il 2002 ed il 2010 e da superare, nel 2012 i 3milioni (65% stranieri) con un peso sul totale regionale del 7,2% sulle presenze e del 5,0% sugli arrivi