A che punto è l’e-commerce in Toscana

Il 44,4% dei cittadini ha comprato online negli ultimi 12 mesi, ma le imprese locali che vendono sul web non riescono ad andare oltre il 10%

[4 settembre 2017]

Il Rapporto 2017 sulla società dell’informazione e della conoscenza, appena redatto dall’Ufficio statistica della Regione, offre uno spaccato multiforme della Toscana online: ne emerge il ritratto di un territorio dove la crescente confidenza dei cittadini verso gli strumenti web avanza più rapidamente di quanto le imprese locali sappiano fare.

Oggi il 71,9% delle famiglie toscane ha un accesso ad internet e il 65,2% dei toscani con più di sei anni naviga in rete (con il 34,8%, conseguentemente, che non lo fa); a facilitare questi risultati ha contribuito lo sviluppo della banda larga sul territorio, facilitato non poco nelle cosiddette “zone bianche” – dove gli operatori da soli non avrebbero investito – dagli 88,8 milioni di euro investiti a partire dal 2011 da Regione e ministero dello Sviluppo economico. «Regione e Ministero – ricorda al proposito l’assessore regionale Vittorio Bugli – stanno anche già investendo per andare oltre e portare la banda ultralarga e la fibra ottica, che consentirà di navigare ancora più velocemente», grazie ad altri 228 milioni di euro.

Secondo il rapporto della Regione Toscana, gli internauti toscani vedono al secondo posto tra le attività online più diffuse la ricerca di informazioni su merci/servizi (48,9%), con una fetta rilevante di veri e propri acquisti conclusi online: il 44,4% dei toscani di 14 anni e più che hanno navigato in Internet nei 12 mesi precedenti l’intervista ha infatti effettuato nello stesso periodo di riferimento, transazioni commerciali, ordinando e/o comprando merci e/o servizi on-line per uso privato.

Si tratta di un dato maggiore rispetto a quello medio nazionale, che si ferma al 39,8%: i dati di trend mostrano un andamento di progressiva crescita, anche se il 2016 ha portato una battuta d’arresto per l’e-commerce toscano. Scendendo nel dettaglio, dall’analisi fornita dalla Regione emerge che al vertice della graduatoria si collocano le spese per l’acquisto di abiti e articoli sportivi (38,6%), i pernottamenti per vacanze (33,9%) e le spese per articoli per la casa (28,8%). Seguono con il 26% le altre spese di viaggio (comprendenti i biglietti ferroviari, aerei, ecc.) e le spese per libri inclusi gli e-book (23%). Si segnalano poi gli acquisti per i biglietti di spettacoli e gli acquisti per le attrezzature elettroniche che rappresentano circa il 18% e 17% rispettivamente sia in Toscana che in Italia. Al di sotto del 10% invece gli acquisti online per film e musica, servizi di telecomunicazione, hardware e software per PC, per videogiochi e prodotti alimentari.

Ma se i cittadini toscani sopravanzano su questo fronte la media italiana, sono le imprese a rimanere indietro, a partire dalla scarsa diffusione del sito aziendale (presente nel 69,2% dei casi, contro il 71,3% nazionale). I social network (Facebook, Linkedin, My Space, Google+, Xing, Viadeo, Yammer) si confermano gli strumenti social più diffusi, coinvolgendo però il 29,8% delle imprese toscane contro il 36,7% di quelle italiane, mentre ancora ridotto è l’impiego di pubblicità mirata su Internet: solo il 15,8% delle imprese toscane ne ha fatto uso nel 2016 (un valore di poco superiore a quello nazionale, 13%).

Non va molto meglio monitorando le imprese considerate attive nel commercio elettronico, per aver realizzato – nel corso dell’anno precedente – acquisti e/o vendite online: in Toscana sono state pari al 38,2%, a fronte del 45,5% a livello nazionale: «I dati di trend mostrano il persistere delle difficoltà della Toscana ad entrare appieno nel mondo del commercio elettronico – argomentano dalla Regione – Le imprese toscane con almeno 10 addetti che effettuano acquisti online sono ferme da tre anni intorno al 33-34%, valori significativamente più bassi di quelli medi nazionali (38-40%)», mentre «le imprese toscane che effettuano vendite online, nel loro andamento altalenante, non riescono a crescere e ad andare oltre il 10%». Stante la progressiva crescita dell’e-commerce a livello sia nazionale sia, soprattutto, globale, rimane evidente come per le imprese toscane resti ancora molto da lavorare sul fronte online.

L. A.