Ristrutturazione sostenibile di edifici storici: in Piemonte un caso studio

[9 settembre 2013]

Grazie alla firma del protocollo d’intesa avvenuta nei giorni scorsi a Rovereto (TN), che darà avvio al primo caso di studio italiano per la definizione di GBC Historic BuildingTM, si aprirà una discussione operativa sulle pratiche di conservazione e ristrutturazione degli edifici storici volte alla sostenibilità.

GBC Historic Building nasce interamente in Italia, grazie ad un attento lavoro di sintesi tra due culture edilizie: quella americana, dove nasce la famiglia di protocolli LEED®, e quella italiana, dove risiede il più ampio patrimonio al mondo di conoscenze e competenze sul restauro storico e conservativo. Si tratta quindi di un nuovo standard che mira a promuovere un nuovo concetto di conservazione sostenibile, nel quale convivano le esigenze di recupero di quella parte più pregevole e storica del parco edilizio nazionale con le indicazioni degli obiettivi europei di efficientamento energetico e riduzione dell’impatto ambientale dell’esistente.

La conservazione degli edifici storici rappresenta una scommessa tanto impegnativa quanto fondamentale in un Paese, come l’Italia, che attraverso la riqualificazione dei numerosissimi edifici presenti sul proprio territorio, potrebbe contribuire al rilancio del settore dell’edilizia e dell’intera green economy.

Infatti il nuovo protocollo non si applica ai soli edifici di eccezionale pregio e valore architettonico, ma anche a tutte quelle realizzazioni di “architettura spontanea” che caratterizzano le nostre campagne (rustici, cascine, baite, ecc.) che andrebbero oggi valorizzate all’interno di un piano nazionale di sviluppo sostenibile.

Il caso di studio di Guarene, (CN), a cavallo tra le colline delle Langhe e del Roero, rientra in questa categoria di immobili di valore storico e documentale, proprio per la sua natura di “comune” rustico piemontese di fine Ottocento. «Il caso studio di Guarene  – ha dichiarato Mario Zoccatelli, presidente GBC Italia – è interessante perché mostra come si possano avviare processi di ristrutturazione di edifici che hanno e vogliono mantenere la loro identità storica e nello stesso tempo attenersi a quanto prevede la Direttiva Europea 2012/27/UE. I sistemi GBC – LEED, e nel caso specifico il protocollo GBC Historic Building rappresentano strumenti che consentono il contemporaneo soddisfacimento di obiettivi di “deep renovation” energetica secondo le indicazioni europee e nello stesso tempo la salvaguardia e valorizzazione delle caratteristiche peculiari dei nostri edifici “storici”».

L’intervento di ristrutturazione in bioedilizia, con l’impiego prevalente di materiali naturali della tradizione locale, sarà avviato nelle prossime settimane su progetto dell’architetto Alessandro Fassi e porterà al recupero dell’intera superficie, dove sorgeranno, secondo un’idea antica di “casa-bottega”, in cui convivono attività professionale e vita privata, un’abitazione familiare, un bed&breakfast “dimostrativo” e, nell’ex fienile, gli uffici di Greengooo! New Media Production, il network specializzato nella comunicazione della green economy e delle smart city.

Il progetto costituirà un supporto per le attività connesse allo sviluppo del protocollo GBC Historic Building curato dal Comitato di GBC Italia coordinato da Paola Boarin, del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara. Per Andrea Gandiglio, committente e fondatore del network Greengooo! si tratta di «una sfida umana e professionale per dimostrare, con i fatti, che è possibile interrompere la spirale perversa del consumo di suolo recuperando e valorizzando quegli edifici “simbolo” della tradizione locale e guadagnando, al tempo stesso, in qualità della vita, salubrità e riduzione dell’impatto ambientale. Siamo felici che GBC Italia abbia individuato, nel nostro intervento, un caso di studio utile a definire concretamente il nuovo protocollo, a beneficio di tutte le realizzazioni successive».