Mosca: agenti patogeni, metalli pesanti ed antibiotici proibiti in 17 prodotti Ue ed italiani analizzati

La Russia estende l’embargo anche ai sottoprodotti della carne europea

[21 ottobre 2014]

La Russia da oggi ha esteso il contro-embargo ai sottoprodotti dell’industria della carne dell’Unione europea e, tanto per rincarare la dose, il  Rosselkhoznadzor, il Servizio federale russo per la sorveglianza veterinaria e agricola, sottolineano: «Adottiamo delle restrizioni temporanee sulle importazioni di alcuni prodotti alimentari provenienti all’Unione europea, cioè dei sottoprodotti di bovino e di maiale, farina animale, grassi di bovino, di maiale e di pollame».

Il Rosselkhoznadzor ha inoltre rivelato di  svelato di «aver più volte trovato nei prodotti di imprese europee diverse agenti patogeni e tracce di metalli pesanti. Il fatto dimostra la mancanza di controlli da parte dei servizi veterinari dei Paesi dell’Unione Europea in conformità con i requisiti dell’Unione Doganale, nonché con gli standard normativi».

Il Rosselkhoznadzor negli ultimi due mesi avrebbe scoperto 17 lotti di sottoprodotti animali provenienti da Italia, Austria, Germania, Danimarca e Polonia non conformi con le norme dell’Unione doganale (Russia, Bielorussia e Kazakistan) fino ad ora non certo nota (al contrario dell’Ue) per i suoi ferrei controlli sulla salubrità degli alimenti.  Eppure, come denuncia  oggi Ria Novosti,  «Questi prodotti contenevano in particolare dei microrganismi patogeni, dei metalli pesanti e del cloramfenicolo, un antibiotico vietati per l’utilizzo per gli animali  destinati al consumo in Europa».

Già il 18 ottobre Mosca aveva annunciato che avrebbe ridotto, a partire da oggi, le importazioni di sottoprodotti animali europei «che non rispondono alle norme sanitarie dell’Unione doganale».

Insomma, la Russia accusa l’Unione europea, Italia compresa, di esportare prodotti alimentari infetti, scadenti, inquinati e carichi di antibiotici proibiti. Chi pensava che la visita di Putin in Italia per il summit euro-asiatico fosse l’inizio del disgelo economico e che i russi non aspettino altro che riaprire le frontiere ai prodotti alimentari occidentali  è servito.

Dall’11 ottobre la Russia ha cominciato ad importare massicciamente carne di maiale dalla Cina. Era dal 2004 che in Russia non entrava carne di maiale cinese, non certo nota per la sua conformità con le norme igienico-sanitarie internazionali e semmai famosa per l’utilizzo di antibiotici e ormoni.

La prima fornitura di maiali cinesi è stata di 800 tonnellate e sostituisce soprattutto le importazioni di carne di porco statunitensi e canadesi.