Sacchetti di plastica, l’Ue trova l’accordo. E in Italia parte la caccia a quelli «illegali»

[18 novembre 2014]

«La presidenza italiana è  riuscita ad avere un Consiglio unito per una soluzione ambiziosa, con la quale avremo misure vincolanti che ridurranno in maniera importante l’uso dei sacchetti di plastica». Le parole sono di Margrete Auken, l’eurodeputata danese del Socialistisk Folkeparti che aderisce al gruppo dei Verdi europei, al termine dei negoziati con Commissione europea e Consiglio Ue sulle nuove norme per ridurre l’uso delle buste di plastica ‘light’.

Un chiaro successo per l’Italia, frutto del fatto che il nostro Paese è stato, per una volta, alla testa della  battaglia per mettere al bando i sacchetti di plastica.  Intanto, in vista  della Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti promossa dall’Unione Europea dal 22 al 30 novembre, Legambiente, che è nel comitato promotore della campagna, quest’anno ha deciso di concentrare le sue iniziative parlando ancora dei famigerati shopper di plastica. «Il bando degli shopper in plastica è stato sicuramente per tutti noi una vittoria, oltre che il frutto del nostro lavoro di squadra, ma purtroppo la partita non è ancora chiusa dice Rossella Muroni, direttrice generale del Cigno Verde – Nel nostro Paese continuano a circolare shopper illegali, spacciati per biodegradabili. Questa realtà alimenta un preoccupante ciclo di illegalità, a partire da chi continua a produrre sacchetti non in regola con la legge, fino ai singoli rivenditori. La legge parla chiaro e chi spaccia sacchetti di plastica per biodegradabili rischia pesanti sanzioni economiche».

Le iniziative di Legambiente per la settimana europea per la riduzione dei rifiuti consistono in due fasi: dal 21 e il 23 novembre i soci dell’associazione sono invitati ad andare nei supermercati  della grande distribuzione organizzata (non nei piccoli esercizi commerciali) per verificare che i sacchetti che sono distribuiti siano quelli giusti e l’associazione fornisce anche la descrizione per riconoscerli e il numero della direttiva/simboli che questi devono contenere per essere legali.

Se i detective di Legambiente troveranno sacchetti dovranno compilare una scheda e inviarla all’associazione entro il 24 novembre, completa di foto del sacchetto.

Ai soci del Cigno Verde viene anche chiesto di conservare per un po’ sacchetto e relativo scontrino.  «Tutte le nostre prove ci aiuteranno a costruire una buona casistica per denunciare il problema», spiega la Muroni.

La seconda fase, possibilmente dal 28 al 30 novembre, consisterà in una campagna di informazione rivolta a cittadini e piccoli commercianti sul riconoscimento dei sacchetti illegali. «L’obiettivo – sottolinea la direttrice di Legambiente – è, da un lato, quello di rendere consapevoli i consumatori e, dall’altro, di informare i piccoli commercianti delle sanzioni nelle quali potrebbero incorrere se acquistano e distribuiscono sacchetti illegali (se non lo sanno già…)».

Le iniziative prevedono banchetti e  consegna dei materiali informativi anche all’interno dei negozi che saranno realizzati parallelamente a tutte le altre iniziative sulla riduzione dei rifiuti che i circoli dui Legambiente hanno  in programma per la Settimana europea.