Second Life Italia, gli elettrodomestici usati tornano sul mercato

Un incentivo al riuso, contrastando le abitudini dell’usa e getta

[11 maggio 2015]

Lo sviluppo sostenibile è intrinsecamente legato allo scorrere del tempo, perché si tratta di individuare un modello economico in grado di essere sostenuto – da società e ambiente – nel tempo. Ecco perché riuscire ad allungare la vita utile di un prodotto è così spesso una buona notizia, e Second Life Italia un’iniziativa con qualcosa da insegnare: si tratta di progetto di recupero e riutilizzo di vecchi elettrodomestici “da buttare” e che invece vengono recuperati rispettando sicurezza e etica del commercio.

Appena presentata al pubblico a Camerata Picena (An), il progetto – realizzato dalla Adriatica Green Power con il sostegno  di Legambiente –, l’iniziativa mette al centro del suo operato vecchie lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, ma anche piccoli elettrodomestici da casa o vecchi computer, che vengono recuperati e rigenerati nel pieno rispetto delle norme e delle tecniche del riuso, per poi essere rimessi sul mercato in quello che viene definito «il primo outlet per elettrodomestici usati».

Si tratta di un percorso che parte da lontano: Second Life nasce infatti assai distante dall’omonima “realtà virtuale”, e muove i primi passi nel 2012 prevedendo  la messa in commercio  di elettrodomestici rigenerati anche a prezzi convenzionati da parte della  AGP, azienda della provincia di Ancona, specializzata nella preparazione e nel riutilizzo dei RAEE, i rifiuti elettrici ed elettronici (e la prima ad aver ottenuto, due anni fa, le autorizzazioni complete al loro trattamento). Ad oggi la AGP può produrre 500 elettrodomestici rigenerati al mese e tratta 500 elettrodomestici  per fornire pezzi di ricambio, e ha le condizioni per arrivare a 1000 pezzi/mese entro l’anno per entrambi i settori.

«Questa iniziativa non è solo una impresa economica – afferma Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera e presidente di Symbola (cui AGP aderisce)  – è una rilevante esperienza  di economia circolare in Italia dove apparecchiature destinate una volta alla discarica adesso tornano  in commercio. Una nuova frontiera dell’economia che sarà sempre più importante per dare qualità alla società e competitività alle imprese. Il progetto, cui auguro grande successo,  fa scuola sul fronte strategico della corretta gestione dei rifiuti.  Inoltre è un’iniziativa sociale che, grazie al contributo delle istituzioni locali, è andata incontro alle fasce più deboli; infine  è una  iniziativa ambientale a tutto campo, compreso quello della riduzione del fenomeno del rovistamento nei cassonetti e nei luoghi di conferimento».

Come al solito, alle ottime idee deve seguire concretezza perché diventino un successo, e gli elettrodomestici rigenerati dovranno essere smerciati sul mercato. Per questo AGP ha stipulato anche convenzioni con varie associazioni ed enti (Cna, Legambiente, Coni) per la vendita dei prodotti, sostenendo la cultura del riuso contrastando le abitudini dell’usa e getta.