Si potenzia la ricerca europea sulla chimica verde con il progetto Bio-qed

[27 febbraio 2014]

Il 7° Programma Quadro dell’Unione europea è il “braccio armato” dell’Unione europea per quanto riguarda la ricerca e lo sviluppo tecnologico, e nella sua storia ha dato un chiaro indirizzo concentrando grandi sforzi sul fronte della green economy, e aggiunge un nuovo tassello a questo complesso puzzle finanziando il progetto Bio-qed, che ha lo scopo di aprire nuove strade industriali per la produzione di importanti chemicals ottenuti da fonti rinnovabili anziché dalle tradizionali fonti petrolchimiche.

Il progetto, che avrà la durata di 4 anni, coinvolge 10 partner provenienti da 6 Paesi europei (Italia, Germania, Francia, Paesi Bassi, Croazia, Spagna) e sarà coordinato dall’italiana Novamont, un’azienda ormai leader mondiale nel settore. Gli altri partner rappresentano tutti realtà di primo piano del mondo industriale e della ricerca in Europa: Fraunhofer Institut, Nova Insitut, Cargill, Lubrizol, Rina, TNO, Miplast, Patentopolis e Mater-Biotech.

«Questo progetto riveste un’importanza strategica per la ricerca Novamont – ha commentato Luigi Capuzzi, direttore della ricerca dell’azienda novarese – che ha accumulato una significativa esperienza nell’integrazione di processi chimici e biotecnologici per la trasformazione di biomasse attraverso lo sviluppo di tecnologie proprietarie e ci darà modo di consolidare ulteriormente le nostre relazioni con i protagonisti della Bioeconomia a livello internazionale».

Bio-qed, di cui si è appena tenuta la riunione inaugurale, si inserisce così perfettamente all’interno della strategia UE sulla Bioeconomia, che ha lo scopo di indirizzare il sistema economico europeo verso un più ampio e sostenibile uso delle risorse, conciliando le esigenze dell’agricoltura e della sicurezza alimentare con l’uso sostenibile delle fonti rinnovabili per fini industriali.