Sprechi alimentari in Italia: 1.700 euro l’anno a famiglia finiscono nei rifiuti

[3 giugno 2013]

Con la crisi economica che impera aumentano le attenzioni degli italiani un po’ in tutti i settori di spesa. Per quanto riguarda quello alimentare gli italiani sono più oculati nei vari passaggi della filiera, ad esempio hanno migliorato la qualità e quantità dell’acquisto, ridotto gli sprechi a tavola ed incrementato il riutilizzo di cibi avanzati per pasti successivi. Ma c’è davvero ancora molto da migliorare.

Del resto, secondo un sondaggio condotto da Laste Minute Market e Università di Bologna con Swg, gli sprechi alimentari pesano sul bilancio delle famiglie italiane, in media, ben 1.693 euro all’anno. Secondo l’Osservatorio sugli sprechi di Laste Minute Market, finisce nella spazzatura il 30% della carne acquistata dai consumatori, il 32% dei latticini, il 28% di pane e pasta, il 15% del pesce, il 17% dei prodotti ortofrutticoli.

Per ridurre il problema, gli intervistati hanno suggerito anche alcuni rimedi oltre all’adozione di accorgimenti anti spreco dettati dalla contingente situazione economica, che comunque pare che perdurerà ancora lungo. In una ipotetica città ideale del 2050, il 67% degli interpellati immagina leggi che prevedono sgravi fiscali per chi adotta soluzioni anti-spreco donando le eccedenze. Inoltre il 62% degli interpellati pensa che sarebbe opportuno introdurre nelle scuole insegnamenti di “economia domestica”, per utilizzare al meglio tutti gli alimenti.

Secondo Coldiretti in Italia a causa degli sprechi, dal campo alla tavola, viene perso cibo per oltre dieci milioni di tonnellate e si stima che finisca nel bidone della spazzatura circa il 25% di quello acquistato dalle famiglie. Si sperperano risorse per produrre cibo (energia, acqua, materie prime) e si perdono risorse per gestire una grande mole di rifiuti, che potrebbero essere impiegate invece per sostenere iniziative a favore dei più bisognosi.

I progetti di riutilizzo di prodotti alimentari si stanno diffondendo (ne abbiamo molto parlato anche su greenreport), ma per ridurre il problema a livello globale, considerato che secondo la Fao le perdite e gli sprechi di cibo ammontano a quasi 680 miliardi di dollari nei paesi industrializzati e a circa 310 miliardi di dollari nei Paesi in via di sviluppo, è necessario intervenire lungo tutta la filiera rivedendo anche le politiche di produzione agricola food e di distribuzione.