Spreco alimentare, 2.060 miliardi di euro nel cassonetto [VIDEO]

[25 novembre 2014]

Trenta miliardi di euro per generarne trecento e far ripartire l’economia europea? Il piano di Junker, che sarà presentato ufficialmente domani, non è imponente di per sé e diventa persino ridicolo se si paragone a un valore che solo negli ultimi anni ha finalmente trovato qualcuno che si è preso la briga di quantificarlo: lo spreco alimentare. Non ci credete? Secondo Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e del Comitato tecnico-scientifico del ministero dell’Ambiente per l’implementazione del Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti  nel mondo lo spreco alimentare vale «2.060 miliardi: una volta e 1/3 il Pil italiano». La sola Italia spreca in questo modo 8 miliardi di euro.

Sembra una follia (e lo è davvero) ed è riemersa in tutta la gravità a Bologna nell’ambito del convegno “Stop food waste. Feed the planet”. All’ombra delle “Due torri” è stata presentata la Carta di Bologna, con l’obiettivo di farla sottoscrivere durante Expo dai governi europei,riportando così la questione dello spreco del cibo e del diritto al cibo al centro delle priorità del Governo italiano e dei Governi di tutto il mondo. La “Carta di Bologna contro lo spreco alimentare” – ha detto sempre Segrè – è stata ideata per definire azioni comuni in tema di azioni concrete di lotta allo spreco alimentare, sulla base di una definizione per la prima volta condivisa del ‘food waste’, ma anche di metodologie uniformi di quantificazione dello spreco alimentare, azioni comuni da intraprendere, target da raggiungere e modalità di monitoraggio nel tempo per i risultati conseguiti. Nel mondo oggi un terzo del cibo prodotto finisce sprecato ogni anno lungo la filiera alimentare e 805 milioni di persone risultano ‘cronicamente sottonutrite’».

Ma questi numeri vanno ancor più raffinati per capire davvero il fenomeno in quanto «sappiamo che le percentuali sono ben diverse: laddove in Africa e nel Sud-Est Asiatico si sprecano fra 6 e 11 kg di cibo all’anno, in Europa e Nord America si arriva a 95/115 kg di cibo sprecato. E nella sola Europa, dati 2014 attestano che ogni anno si sprecano oltre 100 milioni di tonnellate di cibo. Così, paradossalmente, lo spreco alimentare ci aiuta a capire per contrapposizione: recuperare il cibo implica comprendere la composizione di questi valori, che non sono soltanto economici e ambientali. Si deve soltanto mangiare, per vivere. E per vivere bene, si deve mangiare bene. È un’equazione ben dimostrata, ormai. Deve essere considerato un diritto per tutti. Questa è la vera sfida sul cibo, e il suo ‘vero’ valore». Sempre per correttezza va ricordato, come ben spiegò lo stesso Segrè in un’intervista rilasciata a greenreport.it, che «calcolare lo spreco non è assolutamente facile. Sprechi e rifiuti, infatti, non sono la stessa cosa. Il rifiuto è il barattolino dello yogurt che ho appena mangiato, lo spreco è l’intero barattolo gettato senza nemmeno averlo aperto e non c’è documentazione storica».

Tornando alla Carta di Bologna, Segrè ha spiegato che «partita come un decalogo, prevede adesso 11 punti di impegno comune ma la piattaforma potrebbe evolvere: la Carta infatti sara’ condivisa in modo ‘partecipato’ con gli Stati che parteciperanno ad Expo e con l’Hlpe on Food Security and Nutrition della FAO, e verra’ sottoscritta il 16 ottobre 2015, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, proprio nel contesto di Expo 2015 a Milano».

Nel corso di “Stop Food Waste, Feed the Planet”, è stato presentato anche il video sugli sprechi alimentari, molto ben fatto anche se – a nostro avviso – troppo mirato sul giustissimo messaggio del cambiamento dello stile di vita, mentre non vi è alcun accenno ai problemi della filiera industriale, anch’essa sprecona, proprio come ha detto Segrè, anzi, assai più dei nostri “vizi” individuali.

«L’Europa e l’Italia – ha detto il ministro Galletti presente all’iniziativa in quanto il ministero è promotore – non possono dirsi civili finché non diminuiranno lo spreco alimentare. E’ intollerabile che ci sia una parte del pianeta dove c’è mancanza di cibo e un’altra parte dove il cibo si spreca. Sprecare cibo vuol dire creare danni all’ambiente e all’economia, ma è soprattutto un problema etico. Per questo noi abbiamo messo al centro del dibattito europeo e italiano lo spreco alimentare. Dobbiamo dichiarare guerra allo spreco alimentare: una guerra pacifica, ma che, per il suo valore morale e civile, richiede il massimo impegno da parte di ciascuno di noi».

Videogallery

  • STOP FOOD WASTE. FEED THE PLANET