Spreco di cibo, in Parlamento c’è una proposta di legge per combatterlo

Presentata da due deputati PD, raccoglie proposte e indicazioni di volontariato ed enti locali

[17 aprile 2015]

I deputati Pd Maria Chiara Gadda e Massimo Fiorio si sono fatti promotori di «una legge per limitare gli sprechi, utilizzare consapevolmente le risorse e promuovere la sostenibilità ambientale», che è stata depositata oggi alla Camera dei Deputati.

Gadda e Fiorino sottolineano che questa proposta per limitare lo spreco di cibo e risorse nasce dalla constatazione che «Paradossalmente gli anni della recessione hanno alimentato, anche in Italia, fenomeni contraddittori: se da una parte abbiamo assistito alla progressiva difficoltà da parte delle famiglie anche per quanto riguarda una sana e corretta alimentazione e le politiche sociali nazionali hanno subito tagli evidenti, dall’altra è cresciuto in modo esponenziale lo spreco domestico: solo in Italia quello degli alimenti raggiunge infatti un volume annuo di oltre 8 miliardi di euro. Questa legge vuole rafforzare gli indirizzi comunitari di contrasto agli sprechi e promuovere un modello di consumo e produzione finalizzato alla protezione ed alla conservazione delle risorse del pianeta, allo sviluppo sostenibile e ad un uso efficiente delle risorse».

I due deputati democratici spiegano che «il provvedimento raccoglie indicazioni, sollecitazioni e proposte provenienti dal mondo del volontariato, dagli enti locali virtuosi che su questo tema hanno attivato buone pratiche sul territorio, dalla grande distribuzione sensibile ai progetti di donazione delle eccedenze e dalle imprese che fanno dell’innovazione un vantaggio competitivo. Il testo propone, nello specifico, un quadro di riferimento normativo che regola le donazioni degli alimenti invenduti e di altre tipologie di prodotti con misure di semplificazione, armonizzazione ed incentivazione. La proposta di legge  intende infatti colmare alcune lacune ed inadeguatezze del nostro ordinamento: a partire dalla definizione di un nuovo quadro regolamentare chiaro ed omogeneo in materia igienico-sanitaria, dall’introduzione di procedure standardizzate, dallo snellimento burocratico penalizzato oggi da troppi adempimenti di natura fiscale e dalla definizione di incentivi mirati per i soggetti donatori».