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Succo d’arancia dal sud Italia? In Europa l’80% proviene da Usa e Brasile

[5 marzo 2014]

Siamo tutti convinti che quando beviamo un succo di arance (nettare) queste provengono dal sud Italia. Non è proprio così. La maggior parte del succo di arancia che si beve in Europa, circa l’80%, proviene dal Brasile e dagli Stati Uniti (USA).

Il succo d’arancia è solitamente esportato in forma liofilizzata e viene addizionato con l’acqua nel luogo di destinazione. Un altro colpo alla italianità di un prodotto che si riteneva specificatamente italiano, così come l’olio di oliva e il grano duro con il quale si fa la pasta. Il motivo è semplice: le varietà americane sono più adatte alla produzione industriale di succhi, quelle italiane per il consumo tal quale. Ci sono anche succhi di frutta italiani ma la dizione “made in Italy” non è obbligatoria, ma si può sempre aggiungere.

Consigliamo di bere una spremuta fatta sul momento o di mangiare arance: contengono più flavonoidi (antiossidanti) dei succhi “industriali” senza polpa.  C’è, inoltre, il problema del gusto: una spremuta fresca ci sembra più gustosa. Ma è un problema, per l’appunto, di gusti.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc