Summer School: alla Certosa di Pontignano si parlerà di architettura sostenibile

[26 luglio 2013]

La prossima settimana (29 luglio-3 agosto) alla Certosa di Pontignano (SI), si terrà la “Summer School Architettura Sostenibile” la cui organizzazione, curata da Art App, ha visto la collaborazione dell’Università di Siena, di Pescara, di Haiti e della Sorbonne.

Il tema della Summer School “lo spazio ha potere perché è performante”, verrà trattato da antropologi, sociologi, letterati, storici dell’arte, architetti, archeologi, esperti della comunicazione e del diritto. Molti i temi che saranno affrontati: si parlerà di paesaggio, dove edilizia e agricoltura sono le principali protagoniste della sua trasformazione e di arte (la pittura, la letteratura, il teatro e il cinema, hanno un’influenza determinante sulla formazione dell’idea di paesaggio, sulla sua percezione e interpretazione).

Si parlerà della trasformazione del paesaggio attraverso le azioni umane: tutti gli esseri viventi (e anche non viventi) modificano il territorio. Si  parlerà poi dell’abitare.

«L’habitat dell’uomo è ormai la sua cultura (la seconda natura di Cicerone) il luogo dove l’uomo vive, dove la cultura dell’uomo vive- ha sottolineato Edoardo Milesi esperto in materia di tutela paesistico ambientale- L’uomo ha inventato la cultura per  piegare alle sue esigenze, alle sue necessità, la natura, spesso per contrastarla. Quando la cultura rifiuta la sua dipendenza sistemica dai cicli, dai ritmi, dai codici, dall’ordine della natura, la perde di vista e genera programmi non sostenibili. Si dice spesso che la scienza è in grado di illuminare, ma anche di accecare. In epoca industriale le esigenze della natura e dell’industria sono spesso state contrapposte. Parleremo dello spreco, lo sperpero non rinnovabile delle risorse si identifica in una vera e propria patologia all’interno della cultura e ne diventa ben presto una cultura a se stante. La cultura dello spreco ci rende passivi, mentalmente poco creativi. Lo spreco per lo più si identifica nella mancanza di un progetto».

Quindi si parlerà  della necessità del progetto in architettura e del rapporto tra architettura ed edilizia. «Tutte le attività umane si materializzano necessariamente nell’edilizia- ha aggiunto Milesi- Nessuna tra le attività umane è estranea all’edilizia che, attingendo dalle risorse mondiali è responsabile dei conflitti del pianeta. L’edilizia è responsabile di tutta l’attività di estrazione di materie prime e produce oltre il 60% dei rifiuti umani. E’ così che l’ambiente costruito influenza in modo determinante il benessere, l’economia e quindi il clima sociale di una nazione. Da tutto ciò si evince la grande responsabilità di coloro che lavorano sul progetto e la sua realizzazione dal punto di vista architettonico, tecnico, nella scelta e selezione dei materiali valutandone le conseguenze sociali, ecologiche ed economiche di tutto il ciclo di vita».

Oltre a Milesi affronteranno i temi suddetti, tra gli altri, Marcello Flores D’Arcais, Clemens-Carl Haerle, Franco La Cecla, Salvatore Settis, Stefano Campana,  Franco Farinelli, che si confronteranno con 10 giovani laureati iscritti alla scuola.