Trucchi per la sostenibilità: presentata legge per cosmetici più green

[3 aprile 2014]

Creme solari e per il viso, balsamo e gel per capelli, latti idratanti e creme da barba, lozioni e trucchi: ogni giorno usiamo enormi quantità di prodotti per la cosmesi (circa 2 milioni di tonnellate in tutta l’UE) eppure in Italia non esiste legge che preveda di “misurare” cosa e quanto finisce nell’ambiente, nei mari e  nei fiumi.

Per colmare questa lacuna, grazie anche alla collaborazione con Skineco, l’Associazione Internazionale di Dermatologia Ecologia, ho presentato il progetto di legge ‘Disposizioni concernenti la certificazione ecologica dei prodotti cosmetici’, che mira anche a rafforzare  una filiera virtuosa che puntando sulla ricerca e sull’innovazione potrebbe diventare uno dei nuovi campi di azione della green economy e della chimica verde. La proposta, sottoscritta da molti deputati,  istituisce un marchio italiano di qualità ecologica dei cosmetici e prescrive che ogni prodotto abbia un ‘dossier ecologico’ in cui sia specificata la composizione e la quantità di sostanze non biodegradabili o che possano avere impatto su acqua e ambiente e il tipo di imballaggio. Sono inoltre indicate le sostanze dannose per la salute o l’ambiente che non possono essere presenti in un prodotto per poter ottenere la certificazione ecologica

In Italia non esiste nessuna forma di certificazione ecologica relativa ai cosmetici che sia gestita e garantita dallo Stato, mentre molti sono i marchi “privati”, a dimostrazione di una reale esigenza di mercato. Testimoniata anche dalla crescente attenzione dedicata alla cosmesi bio e sostenibile anche dal salone CosmoProf, che si apre domani a Bologna. Purtroppo, però,  queste certificazioni “fai da te” sono adattabili a qualsiasi esigenza e sono, molto spesso, diverse le une dalle altre creando una confusione insostenibile da parte dei consumatori. Oltre a questi marchi ecologici ci sono poi molti  marchi senza nessun disciplinare, si tratta di loghi di fantasia che il produttore appone sull’etichetta allo scopo di attirare la clientele “etica”. Oltre all’incertezza nei confronti dei consumatori, la mancanza di una certificazione ecologica per i cosmetici ha notevoli ripercussioni anche sull’ambiente, nel quale ogni anno si riversano tonnellate di prodotti per la cura della persona. Con la nuova legge si vuole coprire questa lacuna anche per dare ai consumatori uno strumento di scelta davvero super partes.

di Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera