Il 7 maggio manifestazione a Roma. Blitz di Greenpeace a Berlino

Ttip Leaks: confermati rischi per clima, ambiente e consumatori (VIDEO)

«La posizione dell'Ue non è bella, quella Usa è addirittura peggio. Un compromesso sarebbe inaccettabile»

[2 maggio 2016]

TTIP LEAKS

Per fermare il Transatlantic trade and investment partnership (Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti – Ttip), tutelare i diritti e i beni comuni e costruire un altro modello sociale ed economico, equo e democratico, la coalizione italiana #StopTTIP invita tutti sabato 7 maggio 2016 a Roma a un grande corteo per protestare contro il Ttip, ma  oggi Greenpeace Olanda pubblica sul sito www.ttip-leaks.org parte dei testi negoziali del Ttip «per garantire la necessaria trasparenza e promuovere un dibattito informato su un trattato di cui troppo poco si discute in Italia e che interessa quasi un miliardo di persone, nell’Unione Europea e negli Usa».

I documenti pubblicati da Greenpeace Olanda constano di 248 pagine in un linguaggio legale tecnicamente complesso: 13 capitoli di “testo consolidato” del Ttip più una nota interna dell’Ue sullo stato del negoziato (Tactical state of play of Ttip negotiations – March 2016). Greenpeace Olanda ha lavorato assieme al rinomato network di ricerca tedesco di Ndr, Wdr and Süddeutscher Zeitung. Fino ad ora i rappresentanti eletti avevano potuto vedere parte di questi documenti in stanze di sicurezza, con guardie, senza consulenti esperti e senza poterne discutere con nessuno. Con questa pubblicazione, per la prima volta milioni di cittadini hanno la possibilità di confrontare le posizioni negoziali dell’Ue e degli Usa e verificare l’operato dei propri governi e discuterne con i loro rappresentanti.

La presentazione dei documenti è stata preceduta da un blitz notturno di Greenpeace a Berlino, con la proiezione dei testi dei Ttip Leaks sul parlamento tedesco.

Secondo Greenpeace sono 4 gli aspetti molto preoccupanti  per protezione dell’ambiente e dei consumatori:

Tutele ambientali acquisite da tempo sembra siano sparite. Nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa, compresa negli accordi GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (WTO – in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, OMC) permette agli stati di regolare il commercio “per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante” o per “la conservazione delle risorse naturali esauribili” [Molti degli accordi del WTO furono il risultato dei negoziati sul commercio noti come Uruguay Round (1986-94). Alcuni, compreso il GATT (1994), erano la revisione di testi già esistenti]. L’omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante.

La protezione del clima sarà più difficile con il TTIP. Gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono un punto: dobbiamo mantenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma non c’è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti.

La fine del principio di precauzione. Il principio di precauzione, inglobato nel Trattato Ue [Il principio di precauzione è dettagliato nell’Articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Esso si propone di assicurare un elevato livello di protezione dell’ambiente mediante decisioni preventive in caso di rischi.], non è menzionato nei capitoli sulla Cooperazione Regolamentare”, né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. D’altra parte, la richiesta USA per un approccio “basato sui rischi” che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli. Questo approccio mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note quali interferenti endocrine (c.d. hormone disruptors).

Porte aperte all’ingerenza dell’industria e delle multinazionali. Mentre le proposte contenute nei documenti pubblicati minacciano la protezione dell’ambiente e dei consumatori, il grande business ha quello che vuole. Le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi. Se la società civile ha avuto ben poco accesso ai negoziati, i documenti mostrano che l’industria ha avuto una voce privilegiata su decisioni importanti [Ad esempio: “Mentre gli USA hanno mostrato interesse, si sono affrettati a puntualizzare che avrebbero dovuto consultarsi con le proprie imprese riguardo ad alcuni dei prodotti” – Capitolo “Tactical State of Play” paragrafo 1.1, Agricoltura]. I documenti pubblicati mostrano che l’UE non è stata trasparente rispetto a quanto grande sia stata l’influenza dell’industria. Il rapporto pubblico reso noto di recente dall’Ue [Il dodicesimo round dei negoziati per il Transatlantic trade and investment partnership (Ttip) ] ha solo un piccolo riferimento al contributo delle imprese, mentre i documenti citano ripetutamente il bisogno di ulteriori consultazioni con le aziende e menzionano in modo esplicito come siano stati raccolti i pareri delle medesime».

Federica Ferrario, di Greenpeace Italia, conclude: «E’ ora di far luce sul Ttip. Con questi negoziati segreti rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica. Questi documenti svelano che la società civile aveva ragione a essere preoccupata. Fermiamo i negoziati e cominciamo a discuterne pubblicamente. Sapevamo che la posizione dell’UE non era bella, ora possiamo vedere che la posizione degli Stati Uniti è addirittura peggio. Un compromesso tra i due sarebbe inaccettabile. Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c’è in questi documenti. Si confermano le forti obiezioni della società civile e di milioni di persone che in tutto il mondo hanno protestato contro il Ttip, che non è altro che un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business. Chiediamo a tutti i rappresentanti eletti, alla società civile, ai cittadini di leggere questi documenti e di impegnarsi in un dibattito approfondito».

Videogallery

  • Roma, 7 maggio 2016: manifestazione nazionale Stop TTIP

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