Vino bio: Italia prima. Boom delle esportazioni

Aiab a Vinitaly: «Consumatori in aumento nonostante la crisi»

[23 marzo 2015]

A Vinitaly, la fiera enogastronomica che si tiene a fino a 25 marzo, l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica (Aiab) ha presentato i dati tratti dal Wine Monitor Nomisma e dice che «La qualità non conosce crisi. Nella sola rete della grande distribuzione organizzata, a fronte di un calo del 6,5% della vendita di vino nel 2013 rispetto all’anno precedente, il bio è aumentato del 4%. A crescere è il mercato interno: nell’ultimo anno la percentuale di italiani che hanno acquistato almeno una bottiglia di vino bio è cresciuta di quasi 10 punti, passando dal 2 a 11,6%».

Un boom che è  visibile anche tra gli stand di VInitaly, dove sono presenti 170 aziendie che producono vino bio, molte delle quali “tirano” la crescita con l’export: «Solo negli Stati Uniti, viene dal nostro paese una bottiglia di vino bio su tre di quelle importate – dicono all’Aiab – per un conto economico totale di 56 milioni di euro».

Ad accorgersi dell’alto livello del prodotto bio sono in primo luogo i consumatori. Per Wine Monitor, il 43% degli acquirenti ritiene che il vino ottenuto da uve biologiche abbia una qualità superiore rispetto agli altri: la percentuale sale fino 60% tra chi ha già provato il bio.

Secondo Aiab, dietro il successo di vendite e di penetrazione nel mercato italiano e straniero «ci sono gli ottimi risultati sul campo. Uno dei punti considerati finora maggiormente critici, la resa per ettaro, è ormai  vicina alla media dei vitigni convenzionali, con circa 110 quintali/ha, secondo le stime Ismea. L’Italia è arrivata a produrre quasi 5 milioni di quintali di uva bio nel 2013 e, sulla base di dati SINAB elaborati da ISMEA, si stima che i quasi 4 milioni di ettolitri di vino biologico prodotti ogni anno rappresentino circa il 7% della produzione totale».

Il presidente di Aiab Vincenzo Vizioli è molto soddisfatto per questo nuovo primato dei prodotti biologici nazionali di alta qualità: «Non più una nicchia, ma una realtà consolidata, Il vino biologico si conferma non solo come un’eccellenza nel panorama eno-gastronomico italiano, ma può essere una chiave di volta per la ripresa economica e non solo. Il bio infatti è sempre  frutto di esperienza di scambio, di condivisione e relazione: un vignaiolo bio porta dal vigneto in cantina uve in perfetto equilibrio. Anche per questo vogliamo che la revisione del regolamento sul vino non ceda alle semplificazioni di chi è stato a lungo critico nei confronti di questo prodotto e oggi vorrebbe regole più semplici, per omologare un settore di eccellenza».