Conto termico, il Gse ha pubblicato le graduatorie

[4 ottobre 2013]

Non si può certo dire che la prima partenza del Conto Termico sia stata un successo e che vi sia stata una corsa ad iscriversi al registro del GSE per accedere agli incentivi previsti per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, come le pompe di calore geotermiche, e per l’incremento dell’efficienza energetica.

L’elenco degli interventi ammessi, pubblicato dal GSE (che è il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione del meccanismo, inclusa l’erogazione degli incentivi, come previsto dal DM 28/12/2012) è, infatti,  piuttosto ridotto rispetto alle quote disponibili.

Il decreto stanzia, infatti, fondi per una spesa annua cumulata massima di 200 milioni di euro per gli interventi realizzati o da realizzare dalle Amministrazioni pubbliche e una spesa annua cumulata pari a 700 milioni di euro per gli interventi realizzati da parte dei soggetti privati. E trascorsi 60 giorni dal raggiungimento di tali impegni di spesa, non saranno accettate nuove domande di accesso all’incentivo.

Eventualità, quest’ultima, che difficilmente si potrà verificare: dall’elenco pubblicato dal GSE, la spesa annua relativa agli interventi ammessi in graduatoria è pari a 85.408,57 euro per gli interventi realizzati da tre comuni ( Ascoli Piceno, Carcare in provincia di Savona e Gressoney in provincia di Aosta) per la parte relativa alle Pubbliche Amministrazioni e a 194.247,00 euro per quelli realizzati da soggetti privati (sette interventi in tutto, tra cui tre in Toscana).

La bassa cifra raggiunta sia per gli interventi pubblici che di privati non è neppure imputabile ad ampie esclusioni rispetto ai progetti presentati.

Il GSE ha infatti pubblicato lo stesso giorno anche l’elenco degli interventi esclusi, da cui si evince che vi è un  solo progetto non ammesso tra quelli presentati dalla pubblica amministrazione e solo tre gli interventi non ammessi presentati, in provincia di Sassari, da una stessa società.

Ma il numero degli interventi ammessi agli incentivi potrebbe anche essere più esiguo.

Il GSE rammenta nella nota che è tra le sue facoltà “effettuare verifiche dalle quali potrebbe derivare la decadenza dall’iscrizione al Registro nel caso in cui dovesse emergere la mancanza, all’atto dell’iscrizione, o il venir meno, in un momento successivo, dei requisiti necessari“.

E precisa inoltre che “l’ammissione in graduatoria non garantisce l’accesso agli incentivi che rimane subordinato alla verifica del rispetto di tutti i requisiti previsti dal quadro normativo e regolamentare di riferimento, inclusi quelli relativi ai criteri di priorità previsti dal Decreto, nonché alla verifica dell’assenza delle condizioni ostative di cui all’art. 23 del D.lgs. 28/2011“.

Pertanto da una verifica la quota degli interventi ammessi e quindi degli incentivi erogabili potrebbe essere ancora più modesta.

Tra i termini richiesti rientra anche il rispetto delle caratteristiche generali dell’intervento in fase di realizzazione, così come  dichiarate nell’ambito della richiesta di iscrizione al Registro; inoltre le richieste di incentivazione devono essere inviate esclusivamente servendosi del Portaltermico, tramite le funzionalità dedicate agli interventi iscritti al Registro che il GSE renderà a breve disponibili, comunicandolo con apposita news sul proprio sito internet.

Per avere garanzia dell’ammissione agli incentivi, la richiesta da parte del soggetto responsabile deve essere presentata entro 60 giorni dalla conclusione dell’intervento o, per gli interventi già conclusi, entro 60 giorni dalla data in cui il GSE renderà disponibili le funzionalità del Portaltermico dedicate alla presentazione delle richieste di incentivazione per gli interventi iscritti al registro.

Dal 27 settembre -data di pubblicazione della graduatoria- decorre infine il termine di dodici mesi entro il quale gli interventi devono essere realizzati. Anche in questo caso è prevista una penalità, ovvero il mancato rispetto di tale termine comporta l’applicazione di una decurtazione del coefficiente di valorizzazione di riferimento (previsto da apposito Allegato del Decreto)  del 5% per ogni mese di ritardo rispetto al predetto termine, nel limite massimo di 6 mesi di ritardo, dopodiché  decade il diritto all’accesso agli incentivi e il GSE provvede ad escludere l’intervento dalla relativa graduatoria.