Contro il TTIP, azione di pressione sul Parlamento Europeo

Verso il voto del 10 giugno al Parlamento europeo: «Caro Onorevole ti scrivo»

[4 giugno 2015]

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Secondo la Campagna Stop TTIP Italia, c’è «Un’ondata crescente di pressione politica da parte delle cittadine e dei cittadini europei e italiani per chiedere che i diritti delle persone, dei lavoratori e dell’ambiente non vengano svenduti agli interessi delle lobbies economiche» con l’approvazione della Transatlantic Trade and Investment Partnership.

Intanto è partita la campagna di Stop TTIP Italia, la coalizione di più di 250 organizzazioni della società civile che si oppone al negoziato commerciale tra Usa e Ue, indirizzata agli europarlamentari a gli anti-TTIP dicono che «Gli strumenti per far sentire la propria voce saranno il mail bombing e i tweets di protesta, che giungeranno all’apice nella giornata del 10 giugno, durante la votazione a Strasburgo della Risoluzione sul TTIP, che darà indicazioni alla Commissione Europea sui limiti e le criticità da considerare durante il negoziato».

Inoltre, in Italia ci saranno decine di iniziative, con la mobilitazione degli oltre 40 comitati territoriali, e il rilancio della petizione europea ormai vicina ai 2 milioni di firme, che «serviranno a spingere per un voto contrario al documento di compromesso che dà corpo ai peggiori fantasmi già evocati dalle reti sociali in tempi non sospetti e per sottolineare, ancora una volta, la necessità di un blocco dei negoziati Usa – Ue».

Stop TTIP Italia mette in fila tutto quello che non va nella Transatlantic Trade and Investment Partnership: «La questione dell’arbitrato internazionale, il rischio di un pesante abbattimento degli standard sociali e ambientali, di qualità del cibo e del lavoro, la nascita di organismi tecnici di regolamentazione senza alcun controllo da parte di quelli democraticamente eletti, la privatizzazione dei servizi: tutto questo è sul piatto di una mensa imbandita, i cui unici invitati sono i grandi gruppi di interesse economico».

Contro quello che gli anti-TTPI definiscono un «Attacco senza precedenti ai diritti fondamentali» ci sarà una mobilitazione che il 5, 6 e 7 giugno, con presidi e iniziative di controinformazione, rivolte ad un’opinione pubblica che è stata tenuta sostanzialmente all’oscuro della natura e delle conseguenze dei negoziati. Milano, Torino, Roma, Firenze, Genova e decine di altre città hanno in programma uno o più eventi nei  tre giorni di mobilitazione internazionale. Il 9 giugno ci sarà il #TTIPTuesday, che ogni martedi  vede l’invio di un’ondata di tweets agli europarlamentari, per sensibilizzarli sui rischi del TTIP, mentre il 10 giugno, giorno della votazione a Strasburgo, ci sarà una mobilitazione diffusa.

Per Marco Bersani, uno dei  promotori della Campagna Stop TTIP Italia, «Le recenti rivelazioni di Wikileaks mettono in evidenza il tentativo di negoziare questi trattati lontano da occhi indiscreti. La presunta trasparenza del TTIP, ad esempio, ancora largamente insufficiente, è stata ottenuta solo grazie alle forti pressioni della società civile e di alcuni europarlamentari, tenuti lontano dalle stanze che contano: Il TTIP è anche una questione di democrazia».

Il fine settimana Stop TTIP sarà anche l’occasione per inviare dai territori un chiaro messaggio ai leader del G8 riuniti in Germania, che in cima all’agenda hanno proprio l’accordo TTIP. In particolare, verrà rilanciata la petizione europea tesa a raccogliere adesioni contro il trattato. Obiettivo è raggiungere quanto prima i due milioni di firme.

Una dei portavoce della Campagna Stop TTIP Italia, Monica Di Sisto, evidenzia che «La società civile di entrambe le sponde dell’Atlantico è mobilitata a tutela dei diritti di tutti, per far presenti le critiche e le argomentazioni che, nonostante il tentativo di delegittimazione da parte del Governo Italiano e della Commissione Europea, stanno trovando comunque spazio nella discussione al Parlamento Europeo come abbiamo dimostrato in un’analisi puntuale sulla Risoluzione Lange. La tutela dell’agricoltura di qualità italiana e delle economie locali non è un ‘mito’, ma è parte integrante di un’uscita sostenibile dalla crisi».
Un’alta coordinatrice di Stop TTIP Italia, Elena Mazzoni, conclude: «Il confronto aspro a Bruxelles della scorsa settimana alla Commissione Commercio Internazionale sull’arbitrato, mostra come la questione della tutela delle prerogative democratiche dei Paesi non sia un optional. E come la proposta di compromesso della Commissione Europea non sia solo inapplicabile, ma anche insostenibile politicamente: non serve un arbitrato sugli investimenti in un accordo tra Paesi avanzati come Usa e Ue».


La campagna di pressione sugli europarlamentari

http://stop-ttip-italia.net/verso-il-10-giugno-a-strasburgo-ora-tocca-a-te/

La petizione europea

http://stop-ttip.org/firma