Contro la petrolizzazione dell’Adriatico, proteste anche in Croazia

Attivisti Greenpeace (anche italiani) e della coalizione “SOS for Adriatic” oggi a Zagabria

[17 giugno 2015]

Marina Paulenka - Greenpeace 3

Oggi i partecipanti a una conferenza sul futuro energetico della Croazia (e dell’Adriatico) si sono visti offrire delle poco appetitose “sardine condite col greggio”, gentilmente offerte da alcuni attivisti di Greenpeace – tra cui quattro italiani – insieme a rappresentanti della coalizione “SOS for Adriatic”. L’intento della protesta, chiaramente, era quello di mettere in guardia i partecipanti – tra i quali figurava il ministro dell’Economia croato Ivan Vrdoljak, responsabile per l’implementazione del piano di estrazione di idrocarburi – sui pericoli che corre il mare Adriatico di fronte a una nuova ondata di trivelle.

Il governo di Zagabria, spiegano da Greenpeace, continua a ignorare gli appelli che arrivano da cittadinanza, turisti, personalità pubbliche, esperti e scienziati che chiedono la sospensione del piano per lo sfruttamento intensivo delle riserve offshore di idrocarburi, cominciando con il non firmare i contratti con le compagnie concessionarie dei vari “lotti” di estrazione.

Ma nelle ultime settimane anche in Italia, davanti alle coste abruzzesi, sono stati autorizzati un nuovo pozzo di ricerca, dieci nuovi pozzi di estrazione e l’installazione di una nave-piattaforma (per il progetto Ombrina Mare della Rockhopper), a soli sei chilometri dalla costa. In soli dieci giorni, altri nove decreti di compatibilità ambientale sono stati emanati dal ministero dell’Ambiente per altrettante istanze. Due di questi permessi di prospezione coprono un’area che va dalle acque antistanti Rimini sino alla Puglia, dinanzi la costa di Otranto.

«Non è un caso che a questa protesta abbiano preso parte anche degli attivisti italiani: il mare Adriatico è sotto attacco, sia in Croazia che in Italia – sottolinea Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e clima di Greenpeace Italia – Il governo Renzi sta facendo disastri in Adriatico, dando il via libera ai petrolieri per trivellare e cercare greggio, dalla Puglia fino all’Emilia Romagna. Quella tra Italia e Croazia è una gara alla devastazione del mare, alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze».