Bocciata la legge piemontese voluta dalla ex giunta Cota

La Corte Costituzionale vieta la caccia nelle aree contigue dei Parchi ai non residenti

[28 maggio 2014]

La Corte Costituzionale, dopo l’impugnazione del Governo fatta su richiesta presentata da Wwf e da altre associazioni ambientaliste, ha dichiarato illegittima la caccia nelle aree contigue a parchi e riserve da parte di cacciatori anche non residenti nelle aree medesime.

Secondo il Wwf «questa sentenza dimostra ancora una volta l’incapacità della passata Giunta Cota a produrre buone leggi in materia venatoria. La norma volute dalla Regione Piemonte, infatti, era analoga a quella presentata dalla Regione Liguria e già a sua volta dichiarata incostituzionale».

Si trattava infatti di un’evidente forzatura della legge 394/91. Infatti la norma approvata dalla giunta di centro-destra sconfitta alle elezioni del 25 maggio recitava: «L’esercizio venatorio nelle aree contigue a parchi naturali e regionali individuate dalla Regione ai sensi dell’art. 3 comma 2 della l. 394/1991, si svolge nella forma della caccia controllata riservata ai cacciatori aventi diritto all’accesso negli ATC e CA su cui insiste l’area contigua all’area naturale protetta», mentre la legge 394/1991 sulle aree protette all’articolo 32 comma 3 dice che «All’interno delle aree contigue le regioni possono disciplinare l’esercizio della caccia, in deroga al terzo comma dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 968, soltanto nella forma della caccia controllata, riservata ai soli residenti dei comuni dell’area naturale protetta e dell’area contigua».

Ha quindi ragione Stefano Bechis, delegato piemontese del Wwf Italia, quando dice: «E’ stato sprecato tempo prezioso da parte delle Associazioni, del Governo e della corte Costituzionale per esaminare e impugnare norme palesemente incostituzionali. Tempo prezioso che potrebbe essere più vantaggiosamente utilizzato in azioni positive, piuttosto che per contrastare gli effetti di un lavoro maldestro».

Per il Panda, «questa sentenza, che segna la fine del malgoverno Cota in materia di tutela ambientale, dovrà servire ad avviare un nuovo dialogo con il neoeletto governo Chiamparino per ristabilire la legalità in materia di tutela ambientale e di attività venatoria».