Rigalleggiamento entro due settimane, poi il traino verso il porto ligure

Costa Concordia a Genova, il governo si schiera con Costa Crociere

Il progetto di smaltimento e riciclo affidato al consorzio formato da Saipem, s.p.a. del gruppo Eni. Le fasi del processo

[1 luglio 2014]

Stamattina sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Toscana, Enrico rossi, firma la resa: «Il governo ha deciso Genova per la Costa Concordia. Peccato.  A settembre Piombino sarà pronto e avremmo rischiato molto meno per il mare e per l’ ambiente. Saremo collaborativi e vigileremo contro l’ inquinamento. Continueremo a costruire il nuovo porto e chiediamo al governo di concludere rapidamente l’ accordo per lo smaltimento delle navi militari».

Resta invece in trincea il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, l’altro Ente che insieme alla Regione si era opposto alla soluzione Genova in conferenza dei servizi, facendo così arrivare sul tavolo del Governo l’affaire Costa Concordia per una scelta che era annunciata. «La Provincia di Grosseto – ha detto Marras – rispetta la decisione del Consiglio dei ministri di trasferire il relitto della Concordia nel porto di Genova. Ciò detto, ribadisco che questa scelta non corrisponde alle nostre richieste, che erano state avanzate sulla base di rischi non valutati come avremmo voluto. Il tragitto più breve che portava al porto di Piombino, infatti, sarebbe stato più sicuro. Da questa vicenda ho ricavato un’impressione netta, che è motivo di rammarico: i poteri pubblici hanno abdicato alla propria missione. Avrebbero dovuto imporre le soluzioni al gruppo Costa in nome della tutela del bene comune, invece di assecondarne ogni intenzione. Sin dall’inizio gli Enti territoriali – Comune, Provincia e Regione in testa – hanno sostenuto il peso della rappresentanza degli interessi collettivi a fronte di un evento di portata planetaria, mentre i vari Governi sono stati sempre molto timidi. Ricordo, ad esempio, che il commissario governativo è stato mandato solo 8 giorni dopo il naufragio,  e che dalle delegazioni internazionali ai giornali di tutto il mondo, all’identificazione dei dispersi, è stato seguito da qui: dall’Isola e dalla sala operativa della Provincia. A questo punto, la priorità è allontanare il prima possibile quella nave dal Giglio, e noi saremo ligi ai nostri doveri istituzionali. Facendo quel che dobbiamo per allontanare la Concordia, allontaneremo anche i “gufi” che speculeranno sul trasferimento del relitto. A partire magari da quegli “ambientalisti” che finora non hanno mosso un dito, ma che con ogni probabilità saranno in prima fila ad invocare il disastro ambientale imminente, seguendo la rotta del relitto per Genova».

Non si capisce bene a quali “ambientalisti” si riferisca Marras, visto che le due associazioni, Greenpeace e Legambiente,   che hanno seguito più da vicino la Vicenda Costa Concordia sono anche quelle che hanno fatto blitz ed iniziative all‘Isola del Giglio e tenuto sotto costante controllo i lavori,  non mancando mai di esprimere preoccupazioni ed indicazioni per gli aspetti ambientali dell’operazione di rimozione del relitto.  Sembra siano proprio Greenpeace e Legambiente che organizzeranno il “controllo” ambientalista delle operazioni di traino dal Giglio a Genova lungo una rotta che attraverserà praticamente tutto il Santuario dei mammiferi marini Pelagos e passerà vicino ad isole ed aree marine protette.

La vittoria di Genova su Piombino era stata certificata dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: «Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del progetto di smaltimento della Concordia in un porto italiano come Genova viene premiata la linea del governo per la quale mi sono battuto sin dall’inizio. Serviva uno scatto di orgoglio da parte del nostro Paese di fronte a un dramma che ha creato enormi danni all’Italia e oggi abbiamo creato, rispettando i tempi previsti, le condizioni per trasformare una tragedia in opportunità di rilancio» e poi sugellata da un sms inviato dal premier Matteo Renzi al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando con scritto semplicemente «Genova». 

Esulta il vero vincitore, l’amministratore delegato di Costa Crociere  Michael Thamm: «L’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del progetto per il trasferimento del relitto della Concordia a Genova, per il successivo avvio a smaltimento e riciclo, ci consente ora di vedere sempre più vicino il compimento di quell’impegno che la Compagnia ha assunto due anni e mezzo fa: rimuovere il relitto della Concordia dall’Isola del Giglio il prima possibile e in sicurezzaIl traguardo è vicino: ci troviamo a due settimane dal possibile rigalleggiamento. Affronteremo la fase finale con l’impegno e l’attenzione che sin dall’inizio abbiamo messo in questo progetto non privo di sfide, impiegando le migliori professionalità e tecnologie, nel rispetto dei più elevati standard di salvaguardia ambientale e in piena collaborazione con le autorità. Con il via libera al rimorchio del relitto della Concordia a Genova, gli oltre 350 tecnici di Titan Micoperi, impegnati senza sosta nelle operazioni di rimozione, possono ora procedere speditamente alla conclusione delle operazioni preparatorie al rigalleggiamento del relitto. Attualmente restano da installare solo 2 del totale di 30 cassoni necessari per far rigalleggiare la nave. L’avvio delle operazioni di rigalleggiamento è previsto entro la metà di luglio, previa autorizzazione da parte dell’Osservatorio di Monitoraggio, e l’allontanamento definitivo dall’Isola del Giglio potrà avvenire quindi entro la fine dello stesso mese».

Il traino del relitto avverrà sotto la guida di Titan Micoperi, e una volta arrivata a Genova dello smantellamento se ne occuperà il consorzio formato da Saipem, che curerà gli aspetti ambientali delle operazioni di smaltimento della Concordia, e dal cantiere San Giorgio del Porto. I dettagli sulle ultime fasi del progetto di rimozione del relitto della Concordia saranno illustrati nei prossimi giorni, intanto Costa Crociere anticipa alcuni elementi:

Il trasferimento della Concordia dall’Isola del Giglio a Genova. Una volta riportato in galleggiamento, il relitto della Concordia verrà rimorchiato dall’Isola del Giglio al porto di Genova Voltri sotto la guida del team Titan Micoperi. Percorrerà una distanza di circa 190 miglia alla velocità media di 2 nodi, con tempi di percorrenza previsti di 4 giorni. La finestra temporale del trasferimento del relitto ricade nel periodo caratterizzato dalle migliori condizioni meteo-marine; studi e analisi approfondite hanno confermato la possibilità di effettuare il trasporto in sicurezza. Come sempre nel progetto di rimozione della Concordia, l’ambiente resta la priorità. Il relitto viaggerà a una velocità limitata e sarà scortato da mezzi, equipaggiamento e personale specializzato in grado di intervenire per la risoluzione di qualsiasi problema, fra cui un team di esperti biologi marini.

Il progetto di smaltimento e riciclo della Concordia. Il progetto di smaltimento e riciclo della Concordia sarà affidato al consorzio formato da Saipem, azienda a partecipazione pubblica parte del Gruppo ENI, leader nei progetti di Ingegneria e Ambiente, e San Giorgio del Porto, cantiere attivo nelle riparazioni e conversioni navali dal 1928, primo cantiere in Italia ad essere iscritto all’Albo Speciale delle Imprese di demolizione navale. Il progetto Saipem/San Giorgio del Porto per lo smantellamento e riciclo del relitto della Costa Concordia si sviluppa in quattro fasi esecutive distinte la cui durata complessiva è prevista in 22 mesi. In una prima fase saranno eseguite le operazioni necessarie per ricevere la Concordia nel Porto di Genova Voltri, dove sarà effettuato l’alleggerimento del relitto attraverso attività quali la rimozione degli arredi interni e degli allestimenti dei ponti emersi. Nella seconda fase, relitto sarà trasferito dalla Diga Foranea di Voltri al Molo Ex Superbacino dove verrà eseguito lo smantellamento delle strutture dei ponti dal 14 al 2. La terza fase consisterà nell’esecuzione delle attività propedeutiche al trasferimento del relitto in un Bacino di Carenaggio (il n.4), fra cui la rimozione dei cassoni di rigalleggiamento e l’attività di pulizia delle cambuse e delle celle frigo presenti al ponte 0. Nel corso della quarta e ultima fase, saranno eseguite tutte le operazioni da effettuare in ambiente segregato e asciutto all’interno del Bacino di Carenaggio, fino allo smantellamento completo del relitto. Si procederà alle operazioni di rimozione degli allestimenti interni, la pulizia delle aree e la demolizione finale di tutte le strutture e questa fase si concluderà con le attività di gestione dei materiali, trasporto e smaltimento/recupero dei materiali di risulta.