Crollo dell’argine del Carrione, Rossi: «Causato dalla realizzazione di un’opera diversa dal progetto»

«Chiare responsabilità della provincia di Massa Carrara e del Genio Civile»

[20 novembre 2014]

Le cose si mettono male per chi ha progettato e costruiti o l’argine sul Carrione a Carrara: la Commissione d’inchiesta voluta dalla Regione per fare chiarezza sulle cause del crollo ha riscontrato: «Omissioni, superficialità, incompetenza e comportamenti non adeguati».

A pochi giorni dal suo insediamento, il 9 novembre scorso, la commissione ha presentato le sue conclusioni. Il presidente le ha illustrate oggi, annunciando le decisioni prese dalla Giunta che ha rimosso dall’incarico il dirigente del Genio Civile (segreteria dell’ufficio speciale e direzione Autorità di bacino del Magra). Il dirigente rimosso sarà inoltre sottoposto a procedimento disciplinare.

«Se la responsabilità del Genio Civile è quella di non aver riscontrato anomalie rispetto alla legge e non aver chiesto spiegazioni, più gravi appaiono, secondo la commissione, le responsabilità della Provincia che, del progetto, era il soggetto attuatore», si legge in una nota della Regione.

E’ il presidente della Regione Enrico Rossi a spiegare in prima persona che «E’ stata realizzata, da parte della Provincia di Massa Carrara, un’opera diversa dal senza che nessuno abbia approvato le modifiche. E questa diversità è, probabilmente, la causa del disastro perché, in pratica, il nuovo muro è stato costruito sul vecchio, che invece andava demolito e ricostruito. Abbiamo fatto la nostra parte e ora ci aspettiamo che anche Provincia e Comune, per le loro competenze, facciano altrettanto».

Rossi sottolinea che «Il progetto non è stato depositato al Genio Civile per il controllo sismico, non è stato fatto nessun collaudo statico, come previsto dalla legge regionale e da quella statale per le opere di cemento armato, ma solo un certificato di regolare esecuzione redatto dallo stesso progettista e direttore dei lavori. Non solo. Anche a seguito delle segnalazioni di anomalie da parte di ditte e altri enti, la Provincia si accontenta della riconferma del parere del direttore dei lavori e afferma che l’opera non presenta criticità».

Inoltre non è stato fatto nulla nemmeno dopo la segnalazione dei Vigili del Fuoco, che è stata fatta anche al Genio Civile che, come scrive la commissione, «non reagisce e mostra un comportamento sicuramente inadeguato. Il Genio Civile avrebbe almeno dovuto riscontrare l’anomalia rispetto alla legge e chiedere spiegazioni».

Rossi non ha certo riguardi per un’amministrazione che era guidata dal suo stesso Partito: «In sostanza, fermo restando la chiarissima responsabilità della Provincia, riteniamo che il Genio Civile locale non abbia avuto comportamenti adeguati. Quindi, quando riferendomi al tragico evento ho detto che la gente ha diritto si sapere, sulla base della verifica possiamo rispondere oggi che ci sono state incompetenza e superficialità. Il resto, complicità, ruberie, sarà compito della magistratura, che ringrazio, accertarlo».

Poi Rossi ha annunciato che sulle nuove 215 opere dichiarate d’urgenza e sbloccate per complessivi 127,5 milioni, la Regione ha scelto «di effettuare, oltre al collaudo previsto per legge, anche una ulteriore verifica post collaudo. Per questo sarà attivato un nucleo di tre tecnici, costituito da un ingegnere specializzato, un dirigente del Genio civile, un giovane ingegnere. Con il superamento delle Province la Regione coglierà anche l’occasione per il riordino delle competenze sul governo idraulico, in particolare riportando le funzioni di polizia idraulica, prima esercitate dalla Provincia all’interno del Genio Civile, che sarà rafforzato».