L’approvazione a larghissima maggioranza (con il voto di 40 consiglieri su 44 presenti) è stato dato sulla legge “Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana”

Da Aristotele alle fattorie didattiche: lezioni all’aperto per legge!

[16 gennaio 2014]

Già Aristotele trecento anni prima di Cristo amava fare le sue lezioni all’aperto e ne conosceva i benefici che da ora anche in Toscana potranno essere nuovamente apprezzati grazie all’ok del Consiglio regionale alle “Fattorie Didattiche” e alle lezioni all’aria aperta. L’approvazione a larghissima maggioranza (con il voto di 40 consiglieri su 44 presenti) è stato dato sulla legge “Disciplina delle attività agrituristiche in Toscana” che consentirà alle aziende agricole toscane di svolgere l’attività didattica. Una legge fortemente voluta e sostenuta da Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it) che in più occasioni aveva chiesto il riconoscimento delle aziende che organizzano e promuovono lezioni attività didattiche su alimentazione e pratica contadina e molto altro ancora sulla base del principio della multifunzionalità previsto dalla legge di orientamento. La legge va così a regolare lo svolgimento delle attività di fattoria didattica, già previste dalla medesima legge, ma non disciplinate in modo compiuto.

Nel testo normativo si inserisce un apposito titolo sull’esercizio delle attività di fattoria didattica, per assicurare che su tutto il territorio toscano la specifica attività risponda a standard professionali e qualitativi adeguati. Chi svolgerà attività di fattoria didattica in violazione della legge sarà passibile di sanzioni amministrative. La definizione dei requisiti tecnici degli spazi utilizzabili è stata rinviata al regolamento di attuazione. Nella proposta approvata a maggioranza dall’aula, rispetto al disegno presentato dalla Giunta, sono state inserite delle modifiche sulla base di emendamenti avanzati dai consiglieri delle commissioni Agricoltura e Cultura, che hanno approvato la proposta di legge in seduta congiunta all’unanimità, anche a seguito delle audizioni svolte con soggetti del mondo agricolo ed agrituristico. «Le modifiche sono frutto del lavoro costante, assiduo e presente di Coldiretti; – spiega Maria Cristina Rocchi, Delegata Regionale Donne Impresa Coldiretti – Come la nostra organizzazione ha presentato la proposta di introdurre alcune significative modifiche alla bozza presentata dalla Giunta Regionale, per ampliare il raggio di azione dell’attività didattica e per includere fra i titoli necessari anche il diploma e/o la laurea in materie agrarie. Proposte che sono state accolte». Come ricordato dal presidente Loris Rossetti (Pd), che in aula ha illustrato l’atto, sarà data la possibilità di «ampliare tale attività anche ad altre tipologie di soggetti interessati, da realizzare nell’ambito di progetti educativi promossi da istituti scolastici, università, organizzazioni professionali agricole ed altre associazioni».

La legge, è bene specificarlo, disciplina che l’esercizio dell’attività di fattoria didattica sarà riservato alle imprese agricole singole ed associate, anche al di fuori dell’ambito agrituristico, e che l’imprenditore agricolo dovrà essere in possesso di alcuni requisiti minimi, come ad esempio l’avere alle spalle un percorso di formazione per operatore di fattoria didattica o aver svolto attività didattiche e di animazione per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado o aver frequentato corsi di formazione sulle attività di fattoria didattica. Inoltre l’atto prevede che un logo identificativo, denominato Rete delle Fattorie didattiche, dovrà essere riportato su tutto il materiale informativo, illustrativo e segnaletico, e sarà creato un elenco con i riferimenti di tutte le imprese operanti in Toscana.

Soddisfatta anche la Cia che commenta attraverso le parole del suo presidente Giordano Pascucci: «Apprezziamo e condividiamo le modifiche apportate alla legge regionale per valorizzazione delle fattorie didattiche».

«Le proposte di modifica predisposte dalla Giunta ed integrate dalle Commissioni Agricoltura e Cultura – aggiunge Pascucci – rispondono alle nostre sollecitazioni e dell’intero mondo agricolo per il riconoscimento e la valorizzazione di queste importanti attività che impiegano le risorse materiali ed immateriali dell’agricoltura per promuovere, accompagnare e realizzare azioni di inclusione sociale e lavorativa, di ricreazione di servizi utili per la vita quotidiana e di educazione. Tra le attività multifunzionali e di diversificazione intraprese dalle imprese agricole – aggiunge Pascucci – quelle didattiche e divulgative, unitamente a quelle sociali e di servizio per le comunità locali, sono particolarmente distintive sia per le caratteristiche e peculiarità degli interventi didattici, educativi, informativi, divulgativi e ricreativi proposti dalle  imprese agricole, dall’accoglienza giornaliera, al soggiorno e pernotto, che per le diverse tipologie di utenze coinvolte: dai bambini, agli studenti, agli adulti».

Per dare piena applicazione ed operatività alle nuove disposizioni regionali – sottolinea la Cia Toscana – è necessaria l’adozione del regolamento attuativo,  «invitiamo la Giunta ad intervenire tempestivamente per dare un nuovo impulso a queste attività che interessano tante imprese agricole ed operatori contribuendo allo sviluppo e crescita di molte realtà rurali assicurando coesione economica, sociale ed ambientale».