Dal Papa qualche speranza. Francesco e l’ambientalismo dei poveri

[5 novembre 2014]

Papa Francesco ha recentemente parlato di diritti dei poveri e della necessità della tutela ambientale, dicendo che non è comunismo, ma predicazione del Vangelo. L’intervento di Francesco al meeting mondiale dei Movimenti popolari, fatte nella sua lingua materna, lo spagnolo, sono durate più di sei pagine, ad interlinea singola. E’ stato uno dei discorsi più lunghi del suo pontificato e un chiaro segno che questi problemi sono particolarmente vicino al suo cuore.

Francesco ha detto che i poveri hanno bisogno della terra, di un tetto sopra la testa e del lavoro, e ha detto che sapeva bene che “Se parlo di questo, alcuni pensano che il papa è comunista”.  Avrebbe potuto citare Hélder Câmara che viene spesso ricordato per l’aforisma “Quando io do da mangiare ai poveri, mi chiamano santo. Quando chiedo perché sono poveri, mi chiamano comunista ”

“Non capiscono che l’amore per i poveri è al centro del Vangelo”, ha detto. “Esigere questo non è insolito, è la dottrina sociale della Chiesa”. Ha promesso che le preoccupazioni dei poveri saranno evidenziate nella sua prossima enciclica su ecologia ed ambiente.

Questa non è una sorpresa. Quando l’anno scorso Papa Francesco ha incontrato un rappresentante di Ejolt e ha mostrato tenuto due T-shirts, una contro miniere d’oro su grande scala e una contro il fracking, sapeva quello che stava facendo. Come arcivescovo di Buenos Aires, l’allora cardinalew Jorge Mario Bergoglio è stato anche particolarmente vicino ai cartoneros che setacciano la spazzatura alla ricerca di prodotti riciclabili. Da papa ha mantenuto il suo sostegno alla loro condizione e, in generale, si può dire che è ora sostenitore più influente al mondo dell’ambientalismo dei poveri  descritto dal coordinatore di Ejolt Joan Martinez-Alier nel suo libro del 2002 con lo stesso titolo (The Environmentalism of the Poor).

In questi tempi bui, dove i poveri vengono sempre presentati come una tassa (ambientale) da pagare per le esigenze di consumo da parte dei ricchi, anche i non cattolici ed i  non credenti devono dare il benvenuto a  questi  gesti di un uomo che ha un’alta autorità morale su oltre 1 miliardo di persone. Ecco come Joseph Gainza, un organizzatore di comunità in un’agenzia di lotta contro la povertà che ha sede negli Stati Uniti ha commentato il suo discorso: “Papa Francesco è l’unico leader mondiale che sembra comprendere le implicazioni del cambiamento climatico. Non possiamo avere una crescita infinita della produzione e del consumo in un pianeta finito. Papa Francesco capisce che i problemi del degrado ambientale e della giustizia economica e sociale sono intrecciati”.

di Nick Meynen, di Environmental Justice Organisations, Liabilities and Trade (Ejolt)