Dall’Ue arrivano nuove disposizioni per la cooperazione transfrontaliera

Cambia la Politica europea di vicinato (Pev), novità anche per l'ambiente

[20 agosto 2014]

L’Ue ha stabilito disposizioni dettagliate per l’attuazione dei programmi di cooperazione transfrontaliera, tra cui quelle per la tutela dell’ambiente e per lo sviluppo sostenibile. Con regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di ieri, l’Ue fissa le disposizioni dettagliate sul tasso e metodi di cofinanziamento; sul contenuto, sulla preparazione, sulla modifica e la chiusura dei programmi operativi congiunti; sul ruolo e funzione delle strutture dei programmi; sulle procedure di recupero in tutti i paesi partecipanti; sul monitoraggio e valutazione; sull’attività di visibilità e di informazione; sulla gestione concorrente e indiretta.

Questo, coerentemente con quanto disposto dal regolamento del 2014 che istituisce uno strumento europeo di vicinato come uno degli strumenti di sostegno diretto alle politiche esterne dell’Unione europea.

Secondo il trattato sull’Unione europea (Tue), l’Unione deve sviluppare con i paesi limitrofi relazioni privilegiate al fine di creare uno spazio di prosperità e buon vicinato fondato sui valori dell’Unione e caratterizzato da relazioni strette e pacifiche basate sulla cooperazione. Ecco che nell’ambito della politica europea di vicinato (Pev), l’Ue offre ai paesi del vicinato europeo relazioni basate su un impegno reciproco nei confronti di valori quali la democrazia e i diritti umani, lo stato di diritto, il buon governo e i principi dell’economia di mercato e dello sviluppo sostenibile e inclusivo, nonché sulla promozione di questi valori e principi.

In tale ottica l’Unione cerca di sostenere tutti gli aspetti dello sviluppo intelligente, sostenibile ed inclusivo; di ridurre la povertà, anche attraverso lo sviluppo del settore privato e ridurre l’esclusione sociale; di promuovere le capacità in materia di scienza, istruzione, in particolare d’istruzione superiore, tecnologia, ricerca e innovazione; di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale interna; di incoraggiare lo sviluppo rurale; di promuovere la sanità pubblica; e  di sostenere la tutela dell’ambiente, l’azione per il clima e la resilienza alle catastrofi.

Ancora più nello specifico, il sostegno dell’Unione a livello bilaterale, affronta una serie di priorità, fra cui lo sviluppo economico sostenibile e inclusivo, anche a livello regionale e locale, e la coesione territoriale; l’agricoltura e lo sviluppo rurale, compresa la sicurezza alimentare; la gestione sostenibile delle risorse naturali; il settore dell’energia, con particolare attenzione all’efficienza energetica e alle energie rinnovabili; i trasporti e le infrastrutture.

Da quando è stata varata, la Pev ha consolidato le relazioni con i paesi partner procurando vantaggi, fra cui il lancio di iniziative regionali e il sostegno alla democratizzazione nel vicinato europeo. Diversi sviluppi significativi nel vicinato europeo hanno portato ad un riesame strategico globale. Un riesame che, tra l’altro, ha fornito maggiore sostegno ai partner impegnati a costruire società democratiche e ad attuare riforme secondo l’approccio basato sull’incentivo, (maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno) e «responsabilità reciproca», un partenariato con le società e un approccio più differenziato e su misura nei confronti dei singoli paesi partner.