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Ddl ambiente, D’Angelis: «Tre norme per applicare il referendum acqua del 2011»

[15 novembre 2013]

Dopo anni le infrastrutture idriche tornano tra le priorità del Governo con un Fondo di garanzia a sostegno per investimenti, in particolare per la depurazione che vede l’Italia in infrazione Ue, la tariffa sociale per utenti a basso reddito, niente distacco di acqua ai morosi a basso reddito e un livello di fornitura minima garantita. Sono tre passi, tre prime risposte all’esito del referendum del 2011 che, al di là degli equivoci alimentati, sta impegnando il Governo ad occuparsi di qualità del servizio idrico, stato degli acquedotti, depuratori, dighe e altre infrastrutture idriche.

Siamo partiti dai ritardi clamorosi che vedono oggi l’Italia maglia nera europea per mancata depurazione con circa 700 milioni di euro di sanzioni Ue in arrivo per il 40% di fiumi e laghi gravemente inquinati, e servizi in diverse zone del sud ancora da Paese in via di sviluppo. Le perdite in rete sono al 37% in media nazionale ma direttamente proporzionali al livello degli investimenti. L’urgenza di dare risposte concrete a 20 anni dalla legge Galli, con la leva degli investimenti lasciata alle sole tariffe, ha portato oggi all’istituzione di un Fondo di garanzia pluriennale per garantire l’accesso al credito alle aziende per ulteriori investimenti e l’adeguata tutela della risorsa idrica e dell’ambiente da scarichi in libertà.

I criteri di accesso al Fondo verranno definiti con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di concerto con l’Ambiente e lo Sviluppo Economico, e la gestione e i controlli sono affidati alle Autorità idriche nazionali e locali. Parte dunque un primo volano per nuovi investimenti e nuova occupazione, e al Fondo potranno aggiungersi risorse europee del nuovo ciclo 2014-2020.

L’impegno del Governo sul fronte idrico vede poi una norma innovativa che istituisce per la prima volta la tariffa sociale per il Servizio Idrico Integrato, nel rispetto dei principi che riconoscono l’acqua come bene comune essenziale. Viene così assicurata agli utenti domestici a basso reddito l’accesso a condizioni agevolate, fino alla gratuità di un quantitativo di fornitura quotidiana necessarie per i bisogni fondamentali. Un aiuto concreto, come già avviene in Puglia, in un momento di difficoltà economica per le famiglie italiane. A questo si aggiungono specifiche direttive rivolte alle Autorità per il contenimento della morosità con la novità del ‘no’ al taglio dell’acqua ai morosi in difficoltà economica, garantendo un flusso minimo di fornitura.

di Erasmo D’Angelis, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti