I dinosauri si sono estinti per colpa delle piogge acide (e del plancton)?

[10 marzo 2014]

Secondo un team di ricercatori giapponesi, l’estinzione di massa dei dinosauri e di gran parte della vita che popolava il nostro pianeta circa 65,5 milioni di anni fa  è stata, probabilmente, causata dalla pioggia altamente acida caduta dopo che un gigantesco asteroide ha colpito la Terra.

Anche se  moltissimi scienziati pensano che più della metà di tutte le specie del pianeta si estinsero nel periodo successivo all’impatto di un meteorite di oltre 10 km che colpì quella che oggi è la penisola messicana dello Yucatan,  il perché quell’impatto abbia portato poi alla graduale  estinzione di massa è una cosa sulla quale gli scienziati discutono e si dividono da tempo.

Secondo alcune ipotesi enormi quantità di polveri e detriti scagliati dall’impatto nell’atmosfera avrebbero bloccato la luce del sole per un lungo periodo, causando un lungo inverno al quale i dinosauri non sarebbero stati in grado di sopravvivere, oppure lo scontro del meteorite con la crosta terrestre avrebbe causato incendi catastrofici che avrebbero cambiato la faccia del pianeta.

Ma i ricercatori del Chiba Institute of Technology e di altre istituzioni scientifiche giapponesi  e dell’Institut national de la recherche scientifique—Énergie Matériaux Télécommunications, del Canada,   dicono di aver scoperto che l’impatto del meteorite avrebbe probabilmente provocato piogge acide che avrebbero causato l’acidificazione degli oceani di tutto il mondo, rendendo impossibile la sopravvivenza per molte specie di plancton e di altre creature marine, un effetto a catena che avrebbe distrutto gran parte della vita terrestre.

Nello studio “Production of sulphate-rich vapour during the Chicxulub impact and implications for ocean acidification” pubblicato oggi su Nature Geoscience, il team nippo-canadese spiega che «L’evento di estinzione di massa al limite del  Cretaceo/Paleogene, 65,5 milioni di anni fa, è stato ampiamente attribuito all’impatto di Chicxulub, ma i meccanismi dell’estinzione restano dibattuti. Negli oceani, vicino alla superficie i foraminiferi planctonici ha subito gravi perdite, in contrasto con i tassi relativamente alti di sopravvivenza di dei foraminiferi bentonici che vivono sul fondo. Il vapore prodotto da un impatto nelle rocce colpite a Chicxulub, che comprendono quelle ricche di solfato di anidrite, avrebbe potuto provocare piogge acide globali, il che può spiegare il modello delle estinzioni oceaniche. Tuttavia, è stato suggerito che la maggior parte dello zolfo nella roccia target sarebbe stato rilasciato come biossido di zolfo e sarebbe rimasto nella stratosfera per lungo tempo» .

I ricercatori  dimostrano, con esperimenti di impatti sull’anidrite a velocità superiori a 10 km/s, che «Il triossido di zolfo prevale sull’anidride solforosa nella nube di vapore risultante». Quindi gli scienziati affermano che «I nostri esperimenti suggeriscono che l’impatto di Chicxulub abbia rilasciato una grande quantità di triossido di zolfo nell’atmosfera, dove si sarebbe integrata sollecitamente con il vapore acqueo per formare particelle di aerosol di acido solforico». Utilizzando un modello teorico di coagulazione dell’aerosol in seguito dell’impatto di Chicxulub, hanno trovato che «Le grandi particelle di silicato espulso durante l’impatto hanno ricavato efficientemente particelle aerosol di acido solforico e fornito l’acido solforico alla superficie entro pochi giorni. La rapida deposizione in superficie di acido solforico avrebbe causato una grave  acidificazione degli oceani, innescando l’estinzione preferenziale dei foraminiferi  planctonici rispetto a quelli bentonici».

Per replicare le stesse condizioni di quando l’asteroide colpì la Terra, il team guidato da Sohsuke Ohno, del Planetary Exploration Research Center di Chiba, ha scagliato un pezzo di metallo alla velocità di 15 – 20 Km al secondo su rocce contenenti solfato, lo stesso tipo di quelle trovate in tutto il cratere Chicxulub nello Yucatan. Poi gli scienziati hanno esaminato il gas prodotto dalla collisione ed hanno scoperto che il vapore era costituito soprattutto da triossido di zolfo, una sostanza che causa le piogge acide, dato che si lega facilmente alle gocce di pioggia.

Secondo Ohno ed i suoi  colleghi  l’impatto dell’asteroide avrebbe scagliato nell’atmosfera terrestre più di 100 miliardi di tonnellate di anidride solforica e poi è cominciata a piovere su tutta la Terra  una sostanza più acida dei succhi gastrici del nostro stomaco,  acidificando gli oceani per diversi anni ed eliminando così  la maggior parte del plancton, una fonte vitale nella catena alimentare, un disastro che si è ripercosso dai più piccoli organismi fino ai giganteschi dinosauri. Una catastrofe  acida senza la quale probabilmente non si sarebbe evoluto l’uomo.