Alia, la nuova inchiesta sui rifiuti toscani e quei 97mila formulari da compilare

Il procuratore Creazzo: «La perquisizione è solo l’inizio, non la fine di una indagine»

[10 maggio 2017]

Ieri una squadra di agenti della Polizia giudiziaria, su richiesta della Procura della Repubblica di Firenze, ha perquisito gli uffici di Alia Spa – la neonata azienda designata come rappresenterà il gestore unico dei servizi di igiene urbana nell’Ato Toscana Centro per i prossimi 20 anni e per conto dei locali Comuni – e il Polo di San Donnino al fine di «acquisire informazioni, dati ed elementi utili alle indagini svolte dalla Magistratura nell’ambito delle attività inerenti la gestione dei rifiuti urbani».

«L’azienda – informa la società in una nota – nel rispetto della riservatezza delle indagini in corso, fiduciosa nell’operato della magistratura, e nel contempo sicura del suo corretto operare, ritiene doveroso informare che tutto il personale, ad ogni livello, come è sempre stato suo costume e tradizione in precedenti occasioni, ha offerto la massima assistenza e collaborazione agli inquirenti».

Si tratta dell’ennesima inchiesta ad investire, solo negli ultimi mesi, le aziende protagoniste della gestione dei rifiuti prodotta nella nostra Regione, per altri versi (e da più parti) riconosciuta come un’eccellenza in ambito internazionale nell’applicazione dei principi propri dell’economia circolare, come da ultimo ha testimoniato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti salutando proprio la nascita di Alia: «A Firenze – sono state le sue parole – la transizione del nostro paese verso un sistema di economia circolare ha fatto un importante passo avanti»

Come sempre accade, anche stavolta è ancora presto per trarre qualsivoglia conclusione, con il procuratore capo Giuseppe Creazzo che per primo ha parlato di «normale acquisizione di documenti – si riporta su La Nazione – la perquisizione è solo l’inizio, non la fine di una indagine». C’è però un dato di fondo che aiuta a capire il perché di questo strano intreccio tra eccellenza e gogna mediatica, spesso affrettata.

«Come dico sempre – sono le parole dell’ad di Alia, Livio Giannotti, riportate da La Repubblica Firenze – le norme che regolano questo settore sono così complicate e così tante che gli errori sono sempre possibili. Basti pensare che all’impianto di San Donnino per l’ingresso e l’uscita dei rifiuti vengono trattati ogni anno qualcosa come 97mila formulari. Al di là degli errori, però, nessuna azione delinquenziale. Questo lo escludo. Continuiamo a raccogliere rifiuti e a fare il nostro lavoro». Nell’attesa che la magistratura concluda (si spera al più presto) la nuova inchiesta, e che il legislatore torni a capire l’importanza della qualità nel proprio lavoro.