Antiparassitari, ecco il nuovo programma Ue per il controllo in agricoltura

[16 aprile 2015]

Per proteggere i vegetali e i prodotti vegetali dagli effetti nocivi causati da determinati organismi, in agricoltura vengono spesso impiegati prodotti fitosanitari come gli antiparassitari; questo nonostante che tali prodotti siano potenzialmente nocivi e pericolosi per la salute e per l’ambiente e che il loro impiego comporti la presenza di residui nei prodotti trattati, negli animali nutriti con tali prodotti e anche nel miele prodotto da api esposte a tali sostanze.

Proprio a fronte dei rischi e pericoli che l’uso di prodotti fitosanitari può comportare, l’Ue ha istituito – attraverso apposito regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi – un secondo programma comunitario coordinato di controllo pluriennale dell’Unione per il 2016, il 2017 e il 2018.  Si tratta di un programma destinato a garantire il rispetto dei livelli massimi di residui di antiparassitari e a valutare l’esposizione dei consumatori ai residui di antiparassitari nei e sui prodotti alimentari di origine vegetale e animale.

L’utilizzo di antiparassitari subisce notevoli cambiamenti nel corso di un triennio, dunque è opportuno monitorare gli antiparassitari in tali prodotti alimentari nell’arco di vari cicli triennali per permettere di valutare l’esposizione dei consumatori e l’applicazione della normativa dell’Unione.

Sulla base di una distribuzione binomiale delle probabilità si può calcolare che l’esame di 654 campioni consente di individuare, con un grado di certezza superiore al 99%, un campione contenente residui di antiparassitari che superano il limite di determinazione (Lod), a condizione che almeno l’1 % dei prodotti contenga residui in quantità superiori a tale limite.

La raccolta di questi campioni dovrebbe essere ripartita tra gli Stati membri a seconda del numero di abitanti, con un minimo di 12 campioni l’anno per ciascun prodotto.

Per garantire che la gamma di antiparassitari compresa nel programma di controllo sia rappresentativa degli antiparassitari utilizzati, sono stati presi in considerazione i risultati analitici dei precedenti programmi di controllo ufficiale dell’Unione.

Qualora la definizione di residui di un antiparassitario comprenda altre sostanze attive, metaboliti, prodotti di degradazione o di reazione, tali composti dovrebbero essere comunicati separatamente, se misurati individualmente.

Per quanto riguarda le metodiche monoresiduo, gli Stati membri possono ottemperare agli obblighi di analisi ricorrendo ai laboratori ufficiali che già dispongono dei metodi convalidati richiesti.

Gli Stati membri dovranno trasmettere entro il 31 agosto di ogni anno le informazioni relative all’anno civile precedente.