Articoli di consumo con piombo, quando l’immissione sul mercato è vietata

[24 aprile 2015]

L’immissione sul mercato e l’uso del piombo e di suoi composti negli articoli forniti al pubblico, e che possono essere messi in bocca dai bambini, sono vietati se la concentrazione di piombo (espressa in

metallo) anche in parti di essi, supera una determinata soglia.

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di ieri il regolamento della Commissione che modifica il regolamento del 2006 sulla registrazione, sulla valutazione, sull’autorizzazione e sulla restrizione delle sostanze chimiche (Reach) per quanto riguarda il piombo e i suoi composti.

Entrerà in vigore fra diciannovei giorni anche se agli operatori economici è concesso un periodo transitorio per adattare la loro produzione alla restrizione previste e per smaltire le scorte non ancora immesse sul mercato.

Secondo il nuovo regolamento gli articolo sono da non immettere sul mercato o da non usare usare negli articoli forniti al pubblico se nel tutto, o in loro parti accessibili, la concentrazione di piombo (espressa in metallo) è uguale o superiore allo 0,05 % in peso e, in condizioni d’uso normali o ragionevolmente prevedibili, tali articoli o loro parti accessibili possano essere messi in bocca dai bambini. Ossia quelli che hanno una dimensione inferiore ai 5 cm o che presentano una parte staccabile o sporgente di tale dimensione.

Comunque, il limite del piombo non si applica nei casi in cui si possa dimostrare che il tasso di cessione del piombo non supera 0,05 μg/cm2 all’ora (equivalente a 0,05 μg/g/h) e, per gli articoli rivestiti, che il rivestimento è sufficiente a garantire che detto tasso di cessione non è superato per un periodo di almeno due anni Il regolamento prevede esenzioni per alcuni articoli in relazione ai quali il livello di migrazione atteso è ridotto, come vetro cristallo, smalti e pietre preziose e semipreziose, o accettabile purché non sia superato un determinato tenore limite, come nel caso delle leghe di ottone, e per articoli specifici le cui ridotte dimensioni fanno sì che l’esposizione al piombo sia minima, segnatamente le punte per strumenti di scrittura.

Ci sono poi altri articoli come chiavi, serrature, lucchetti e strumenti musicali che pur potendo essere messi in bocca dai bambini e pertanto rappresentare un rischio se contengono piombo, sono eccezionalmente esentati. Per loro sembra che non esistano alternative adeguate al piombo per la fabbricazione e l’impatto socio-economico negativo dell’applicazione della restrizione potrebbe essere considerevole.

Analogamente non è stato valutato appieno l’impatto dell’applicazione della restrizione agli articoli religiosi e a determinate pile. Quindi vengono esentati eccezionalmente dal campo di applicazione della restrizione fino a quando non potrà essere effettuata una valutazione dettagliata.

Comunque entro il primo luglio 2019 la Commissione riesaminerà l’esenzioni alla luce di nuove informazioni scientifiche, tra cui la disponibilità di alternative e la migrazione del piombo dagli articoli comprese le prescrizioni relative all’integrità del rivestimento e, se del caso, modificherà la relativa voce contenuta nell’allegato del regolamento.

Del resto l’esposizione ripetuta al piombo, dovuta al fatto che mettere in bocca articoli contenenti piombo o suoi composti può avere gravi e irreversibili effetti di tipo neurocomportamentale e sullo sviluppo neurologico, ai quali i bambini sono particolarmente sensibili poiché il loro sistema nervoso centrale si trova ancora in fase di sviluppo. I bambini, in particolare quelli di età inferiore ai 36 mesi, possono essere ripetutamente esposti al piombo ceduto dagli articoli di consumo contenenti piombo o composti del piombo.