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Cannabis, in Italia i benefici di una liberalizzazione sono ben superiori ai costi

Sono già oltre 6 milioni i consumatori stimati nel Paese: nelle casse dello Stato italiano potrebbero arrivare introiti fiscali tra i 5 e gli 8 miliardi di euro all'anno

[5 giugno 2017]

Pietro David è un ricercatore del CNR e docente di Economia Politica all’Università di Messina. Siciliano, sa bene come le mafie con il traffico della droga arruolino manovalanza, creino – con lo spaccio – una fonte di guadagno per molti giovani dei quartieri degradati, e controllino così ancor meglio il territorio. È convinto, nella sua analisi economica, che i benefici di una liberalizzazione della cannabis siano ben superiori ai costi.

Tra i benefici diretti immediati ci sarebbe, per il nostro paese, un risparmio di circa 570 milioni di euro l’anno oggi spesi per la repressione dei reati connessi con lo stupefacente. In secondo luogo, con un’impostazione fiscale sulla cannabis pari a quella praticata oggi sul tabacco, le casse dello Stato italiano potrebbero introitare tra i 5 e gli 8 miliardi di euro all’anno. Ma ci sono anche benefici indiretti: considerando oggi tutte le droghe uguali, si incentivano gli spacciatori a portare i clienti-consumatori all’utilizzo di sostanze più pesanti.

Sul fatto che le sostanze, se liberalizzate, sarebbero anche più controllate, ha insistito la matematica e statistica Carla Rossi, impegnata da 27 anni sul fronte dell’antiproibizionismo con il Partito Radicale. Ha portato alcuni dati elaborati da tossicologi e psichiatri europei che rilevano come il consumo di alcol e tabacco siano oggi più pericolosi per la salute rispetto alla cannabis non trattata con pesticidi. «Si ascoltano troppo le ragioni dei proibizionisti, ideologizzati», ha ammonito la Rossi. In Italia attualmente ci sarebbero oltre 6 milioni di consumatori di cannabis. Il 50% di età superiore ai 24 anni.

Il suo consumo aumenta, mentre il Pil italiano diminuisce. In 8 Stati U.S.A. La cannabis è stata liberalizzata per uso ricreativo. Ha molto influito, in questo caso – ha ricordato il prof. David – l’uso medico che della cannabis è fatto da tempo. Droga e prostituzione, ha aggiunto, non sono criminali, ma illegali. Non comportano l’uso della violenza. Prima liberalizziamo la cannabis, più benefici avremo, ha concluso tra gli applausi della platea. Più prudente e salomonico Marcello Esposito, analista finanziario dell’Università Cattaneo di Castellanza, che ha parlato di “trilemma cannabis”: «Dobbiamo decidere qual è la nostra priorità. Proteggere i consumatori, ridurre i costi del proibizionismo o massimizzare gli introiti fiscali? Far convergere tutti e tre questi elementi è impossibile».

di Provincia autonoma di Trento