È Chiara Braga la nuova presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti

Architetto urbanista, dal 2013 è responsabile nazionale Ambiente ed energia nella Segreteria nazionale del Pd

[28 novembre 2017]

«Complimenti a Chiara Braga, neoeletta come presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Farà benissimo». L’ormai ex presidente della Commissione Alessandro Bratti (nella foto con Braga, ndr) accoglie a braccia aperte il passaggio di consegne che vede investita la collega di battaglie e partito – il Pd, per entrambi – Chiara Braga, che da oggi ricoprirà il delicato ruolo.

Si tratta di un avvicendamento che si preannuncia all’insegna della continuità. Consonanza politiche a parte, Bratti e Braga condividono un humus culturale che in partenza ha purtroppo poco a che vedere con la concreta gestione del ciclo integrato dei rifiuti, ma che è di più che solida formazione ambientale: dottorato di ricerca in Entomologia agraria per l’uno, laurea in Pianificazione territoriale, urbanistica ed ambientale per l’altra. Per entrambi, inoltre, fa fede un’esperienza politica ormai di lunga data sul versante ambientale della politica.

La presidenza della Commissione ribattezzata “ecomafie” rappresenta «un incarico importante e delicato – commenta al proposito la presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni – affidato a una parlamentare che ha dimostrato grande competenza e attenzione verso i temi ambientali, e che è stata in prima linea nel sostenere l’approvazione della legge che introduce i delitti ambientali nel codice penale. A lei porgiamo i migliori auguri di buon lavoro anche nel chiudere l’approvazione delle ultime relazioni della commissione e auspichiamo che possa concludere nel migliore dei modi quel percorso di lavoro, avviato dal suo predecessore Alessandro Bratti e caratterizzato da azioni e misure concrete, per contrastare e fermare il problema delle illegalità ambientali, l’emergenza del ciclo dei rifiuti e la raccolta e gestione illecita ad opera delle ecomafie».

Finora Braga si è occupata del tema in quanto membro della commissione Ambiente della Camera, nonché come responsabile nazionale Ambiente ed energia nella Segreteria nazionale del Pd (qui il quadro che le dedicammo in occasione della sua nomina, nel 2013).

«Data la qualità e la competenza della collega Braga – osserva nel merito Ermete Realacci, che della commissione Ambiente della Camera è presidente – la sua elezione consentirà alla Commissione di completare il lavoro avviato in questa legislatura con la presidenza di Bratti per il contrasto dell’illegalità e dell’ecomafia. Un fenomeno contro cui, in tutto il Paese, bisogna condurre una lotta senza quartiere e su cui non bisogna abbassare la guardia». Contrasto che si concretizza non solo garantendo processi rapidi e pene certe a quanti commettano “delitti ambientali”, ma (almeno) in par misura promuovendo tutte quelle condizioni – la certezza del diritto e del dovere come la tanto invocata semplificazione normativa, ad esempio – che permettono o meno agli imprenditori sani della green economy di fare il loro lavoro, gestione dei nostri rifiuti compresa.

L. A.