Con la progettazione ecocompatibile risparmi energetici (ed economici) anche dai videogiochi

[29 aprile 2015]

Dal 2014 è attivo il sistema di progettazione ecocompatibile volontario di console per videogiochi commercializzati nell’Ue che utilizzano più di 20 watt in modalità di gioco attiva. Tale sistema proposto dall’industria per le console per videogiochi è conforme a tutte le disposizioni del trattato, agli impegni internazionali dell’Unione europea e ai criteri di valutazione specifici. E’ dunque un sistema valido ai sensi della direttiva sulla progettazione ecocompatibile che permette di generare risparmi energetici ed economici.

E’ quanto affermato nella relazione della Commissione al Parlamento e al Consiglio europeo sul tema.

Dalla valutazione della Commissione emerge che il sistema permetterà di conseguire gli obiettivi strategici più rapidamente e a minor costo rispetto all’adozione di norme vincolanti.  Secondo le stime, gli impegni presi dai firmatari dell’accordo volontario permetteranno, infatti, di generare nel 2020 risparmi per 1 TWh, corrispondenti a una diminuzione delle emissioni pari a 0,494 Mt di CO2.

La Commissione considera tale sistema una valida alternativa a una misura attuativa per la progettazione ecocompatibile, pertanto si asterrà, per il momento, dallo stabilire specifiche di progettazione ecocompatibile vincolanti per le console per tali prodotti. La Commissione, comunque, continuerà a monitorare l’applicazione del sistema volontario. E se dovesse rivelare che gli obiettivi e i principi generali della direttiva sulla progettazione ecocompatibile non sono rispettati, potrà stabilire delle prescrizioni attuative vincolanti.

L’accordo volontario stabilisce prescrizioni specifiche per la progettazione ecocompatibile delle console di gioco commercializzate nell’Ue. Come richiesto dalla direttiva i firmatari di questo sistema rappresentano la vasta maggioranza del settore economico. A norma dell’accordo, ogni firmatario si impegna a garantire che almeno il 90% di tutte le console per videogiochi che immette sul mercato rispetti i requisiti minimi applicabili di efficienza energetica.

Oltre a fissare i requisiti di progettazione ecocompatibile, l’accordo istituisce due organi amministrativi: il comitato direttivo e l’ispettore indipendente. Il primo è composto da rappresentanti dei firmatari dell’accordo che gestiscono l’accordo stesso, e da osservatori, di cui possono far parte rappresentanti della Commissione europea, degli Stati membri dell’UE, delle organizzazioni ecologiste e dei consumatori. Il secondo è nominato dal comitato direttivo e verifica il rispetto da parte dei singoli firmatari degli impegni stabiliti nell’accordo e trasmette alla Commissione le relazioni di conformità.

L’accordo definisce inoltre l’obbligo di presentare relazioni, specificando che ogni firmatario deve fornire le informazioni richieste all’ispettore indipendente e che la società inadempiente rischia di perdere il suo status di firmatario.

Inoltre, prevede una procedura che consente al comitato direttivo di modificare le disposizioni dell’accordo, in particolare di regolare la severità dei requisiti alla situazione del mercato.

Per fornire in tempo utile a tutte le parti interessate, e in particolare ai potenziali firmatari, le informazioni corrette e aggiornate sulle prescrizioni applicabili alle console per videogiochi, la versione più recente dell’accordo volontario sarà sempre pubblicata assieme alla valutazione d’impatto e alla presente relazione sul sito web Europa della Commissione dedicato alla politica di progettazione ecocompatibile e sul sito web dedicato a questo sistema

E’ la direttiva del 2009 che istituisce un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia. Ed è la stessa direttiva che fornisce un quadro giuridico per la definizione di prescrizioni di progettazione ecocompatibile per gruppi selezionati di prodotti prioritari.

Un gruppo di prodotti prioritari può essere oggetto di una misura di esecuzione vincolante (vale a dire un regolamento della Commissione) o di una misura di autoregolamentazione (ad esempio un accordo volontario concluso dall’industria) se soddisfa tre condizioni. Ossia rappresenta un significativo volume di vendite, ha un significativo impatto ambientale e possiede significative potenzialità di miglioramento.

I gruppi di prodotti prioritari dovrebbero essere soggetti a iniziative alternative come l’autoregolamentazione da parte dell’industria o gli accordi volontari e non a misure di esecuzione vincolanti, quando ciò permetta di conseguire gli obiettivi in maniera più rapida o meno costosa che tramite specifiche vincolanti.